Una volta completa la struttura potrà alimentare da sola la città di Pechino, coprendo un’area lunga 400 chilometri e larga 5, per una capacità di generazione massima di 100 GW. A svelare il progetto le immagini satellitari della Nasa
A svelare le immagini dello sviluppo del progetto di un enorme impianto fotovoltaico in Cina, parte di un programma pluriennale noto come “La Grande Muraglia Solare”, destinato a essere completato nel 2030, sono state le immagini satellitari scattate dall’agenzia spaziale statunitense, la NASA.
Gli scatti, realizzati da Oli (Operational Land Imager) e Oli-2, strumentazioni avanzate per lo studio della terra a bordo dei satelliti Landsat 8 e 9 della NASA, mettono a confronto le immagini che risalgono al 2017 con quelle del 2024, e mostrano come il progetto stia progressivamente prendendo forma.
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Le caratteristiche della Grande Muraglia Solare
Una colta portato a compimento, il progetto della Grande Muraglia Solare si estenderà su una superficie lunga 400 chilometri e larga cinque, e arriverà a una capacità di generazione massima di 100 Gigawatt. La parte già realizzata, a oggi, consente di generare complessivamente 5,4 Gigawatt.
I pannelli tra le dune del deserto di Kubuqi
Il luogo scelto per realizzare il progetto è un’area nota ai più come “mare di morte”, tra le dune del deserto di Kubuqi, nelle aree interne della Mongolia, particolarmente adatta a questo genere di impianti perché soleggiata, pianeggiante, e relativamente vicina a diversi distretti industriali, tra le città di Baotou e Bayannur, a sud del Fiume Giallo.
Un cavallo al galoppo per l’energia pulita
Il mega impianto fotovoltaico, che si chiama Junma Solar Power Station, visto dall’alto, ha la forma di un cavallo in fase di galoppo, e che non si tratti di una casualità lo conferma il fatto che in lingua mandarina Junma significa “bel cavallo”. Si tratta della prima parte del progetto, completata nel 2019, in grado di generare 2 miliardi di chilowattora di elettricità all’anno, abbastanza per fornire energia a un numero variabile tra le 300 e le 400mila persone.
I “benefici collaterali” del progetto
Ma la Grande Muraglia Solare non è stata progettata soltanto per produrre energia. Nelle intenzioni dei suoi ideatori, infatti, c’era anche l’idea di contribuire a porre un limite alla desertificazione dell’area, rendendo coltivabili le aree sotto ai pannelli sopraelevati e rallentando il movimento delle dune e rallentando i venti. Proprio le immagini scattate dai satelliti Landsat sono in grado di documentare come l’installazione di impianti fotovoltaici abbia contribuito in Cina a rendere più verdi diverse aree desertiche.
La Cina e il fotovoltaico
Nella classifica dei paesi con la maggiore capacità operativa degli impianti solari, stilata dal Global Energy Monitor’s, Global Solar Power Tracker, la prima posizione spettava a giugno 2024 proprio alla Cina, coni suoi 386.875 megawatt, più del 50% del totale complessivo su scala globale. A seguire, ma ben distanziati, gli Stati Uniti, con 79.364 megawatt, e poi l’India con 53.114 megawatt. Lo sprint della Cina nel fotovoltaico si è sviluppato in maniera decisa nell’ultimo decennio, con un incremento medio di 39.994 megawatt all’anno tra il 2017 e il 2023, con una velocità di crescita quasi cinque volte più rapide rispetto agli Stati Uniti, in cui l’incremento annuo medio è stato di 8.137 Megawatt.
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