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Wi-fi gratis in negozi e uffici: cosa prevede la proposta di legge

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L'iniziativa è ancora in corso di valutazione in Commissione Trasporti. Cosa può cambiare per gli esercizi commerciali e per i comuni?

La scommessa è ambiziosa: portare la copertura wi-fi all'interno di esercizi commerciali e uffici pubblici dall'8% al 100% in soli sei mesi. È l'obiettivo che si vuole raggiungere con la proposta di legge “Disposizioni per la diffusione dell'accesso alla rete internet mediante connessioni senza fili” presentata l'8 luglio scorso da un gruppo di deputati Pd tra cui Sergio Boccadutri, Enza Bruno Bossio, Ernesto Carbone, Alberto Losacco e Gennaro Migliore. L'iniziativa è stata assegnata alla IX Commissione Trasporti in sede Referente il 19 novembre scorso e finora il suo iter legislativo non è stato ancora concluso. Nell'attesa di conoscere gli aggiornamenti sul tema possiamo approfondire alcuni punti importanti della proposta di legge: come si intende implementarla? Con quali fondi? Chi paga per l'abbonamento ai servizi?

 

A CHI SI RIVOLGE LA PROPOSTA DI LEGGE

La proposta di legge parte da un presupposto: poco più dell'8% degli esercizi commerciali e degli uffici pubblici ha una connessione wi-fi, un dato che mette l'Italia tra le retrovie dei paesi più digitalizzati. I parlamentari firmatari propongono di porre un rimedio a questa situazione “con un ridotto investimento da parte dei privati e degli enti pubblici”. In pratica sono tenuti a garantire una connessione wi-fi gratuita e accessibile senza password tutti i negozi, le associazioni culturali aperte al pubblico, gli uffici pubblici con più di due dipendenti e una superficie maggiore di 100 mq; sono inclusi anche i mezzi di trasporto come autobus privati, aerei, treni, taxi e ncc, le strutture come ospedali, tribunali, porti e aeroporti con un collegamento internet garantito in almeno due aree.

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IL FONDO PUBBLICO DEL MISE

Il contributo pubblico all'iniziativa è affidato al Ministero dello Sviluppo Economico che prevede l'istituzione di un fondo di un milione di euro dal 2015 al 2017, con l'obiettivo di incrementare la diffusione di modem e router wireless; un altro fondo da due milioni di euro, invece, è previsto durante lo stesso arco temporale per “il sostegno all'installazione del collegamento alla rete internet nei mezzi di trasporto pubblico di proprietà, anche tramite partecipazioni di comuni e regioni”. Le modalità di erogazione delle risorse del fondo saranno regolamentate da un decreto non regolamentare del Mise con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge.

 

ORGANI DI VIGILANZA E MULTE

Secondo il progetto di legge, i comuni saranno gli enti deputati a punire eventuali inosservanze sul territorio di competenza con multe fino a 5mila euro, mentre per il settore dei trasporti a carattere regionale, nazionale e sovranazionale è incaricata direttamente l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Quest'ultima ha anche il compito di vigilare sull'attuazione della legge, coinvolgendo i cittadini a collaborare tramite segnalazioni.

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