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What a Space, la startup che dà spazio e forma alle idee

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Nata a Milano, la giovane impresa intende rivoluzionare il mondo del commercio offline e online attraverso la sua community di aziende per creare in città temporary shop e affittare locali per eventi

Ottimizzare l’uso degli spazi attraverso l’aggregazione e il coinvolgimento di persone pronte a offrire competenze e risorse e dare una spinta alla competitività delle aziende piccole e grandi grazie alla moda dei temporary shop, che sono il futuro del retail. È questa la missione di What a Space, startup milanese che sta rivoluzionando il mondo del lavoro. Si tratta della prima community web per aziende, creativi e giovani imprenditori alla ricerca dei migliori spazi in città per aprire locali per un periodo limitato di tempo o organizzare eventi, dal lancio di un prodotto alle serate di beneficienza.

 

LA STORIA: DALLA RIVALUTAZIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE A WHAT A SPACE

L’idea è nata circa 4 anni fa. Nel 2011 i fondatori della startup, Daniela Galvani, architetto, e Andrea Sesta, ingegnere informatico, avevano lanciato un progetto web dal titolo “Impossible Living”, per la rivalutazione del patrimonio mondiale di edifici abbandonati. Il tema di fondo, dunque, era l’ottimizzazione dello spazio. Le strutture interessate solo in Europa si stima possano essere in centinaia di migliaia, in attesa di essere convertiti in risorse, le quali hanno cominciato a essere mappate attraverso la creazione di una community che faceva del crowdsourcing la sua anima, per cui chiunque poteva dare il proprio contributo.

 

“TEMPORARY SHOP, IL FUTURO DEL RETAIL”

Dopo un viaggio a San Francisco, questo progetto si è trasformato in What a Space. “Abbiamo dato vita ad un marketplace di spazi per temporary shop ed eventi, animato da una community di imprese che vogliono promuovere i propri prodotti e servizi nel mondo reale”, raccontano a Energie Sensibili i due ideatori. La startup sfrutta la nuova frontiera del commercio online. “Il mondo del business è sempre più concentrato sul web, ma ancora più del 90% delle vendite avviene offline. What a Space vuole rivoluzionare il modo in cui l’universo B2B gestisce i propri canali reali”.

Il concetto del temporary, dunque, in un periodo in cui a causa della crisi economica il modello tradizionale degli affitti di immobili appare sempre meno scelto dagli imprenditori, è destinato a diventare il futuro del retail. La piattaforma è semplice da utilizzare: chiunque sia in possesso di uno spazio può creare un annuncio sul sito e entrare così in contatto diretto con le persone che cercano un posto dove fare un temporary shop. Il funzionamento di What a Space, il cui accesso è completamente gratuito, è realizzato sulla falsariga di Airbnb, per cui il proprietario può segnalare il proprio spazio, descriverlo e metterlo in fitto.

 

DOPO MILANO E RIMINI, WHAT A SPACE ARRIVA ANCHE A ROMA, TORINO E BOLOGNA

Una volta giunti ad un accordo tra le due parti, la piattaforma assicura, ed anzi si fa garante dello stato dei pagamenti, le condizioni degli spazi e la possibilità di contattare catering e altre società terze. Già utilizzatissima a Milano e a Rimini, entro la fine dell’anno sarà disponibile anche a Roma, Bologna e Torino. “What a Space - conclude Daniela - è lo strumento più semplice ed efficace per avere lo spazio giusto al momento giusto”.