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Welfare aziendale, una Pmi su due attenta al benessere dei dipendenti

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I risultati della ricerca condotta da Generali con Confindustria e Confagricoltura. Il 45% delle piccole e medie imprese è attiva in almeno 4 delle 10 aree analizzate

Le piccole e medie imprese italiane sono sempre più attente al benessere aziendale dei propri dipendenti. Secondo il Welfare Index Pmi, realizzato da Generali con la partecipazione di Confindustria e Confagricoltura, il 45% è attivo in almeno 4 dei 10 ambiti di welfare analizzati dalla ricerca e l'11% in almeno sei.

 

LE PMI E IL WELFARE AZIENDALE

Il rapporto, presentato ieri 8 marzo a Roma, è basato su uno studio condotto su 2.140 aziende dai 10 ai 250 dipendenti. Al centro della ricerca c’è il Welfare Index Pmi, l’indice che misura il livello di welfare aziendale nelle piccole e medie imprese italiane, con l’obiettivo di diffondere la cultura del benessere aziendale in quelle realtà che rappresentano l'80% del tessuto produttivo del Paese.

"Si tratta di una pratica - ha precisato Philippe Donnet, country manager & Ceo di Generali Italia – che appare oggi molto più che una componente supplementare al welfare pubblico, anche se ha certamente una funzione a esso integrativa. Il tema centrale non è tanto la ritirata del welfare pubblico quanto il cambiamento del mercato del lavoro e della famiglia e l'emergenza di nuovi bisogni".

 

WELFARE INDEX PMI: LE AREE ANALIZZATE

Gli aspetti su cui le imprese sono state messe alla prova previdenza integrativa, salute, assicurazioni per i dipendenti e le famiglie, tutela delle pari opportunità e sostegno ai genitori, conciliazione del lavoro con le esigenze familiari, sostegno economico ai dipendenti e alle loro famiglie, formazione per i dipendenti e sostegno alla mobilità delle generazioni future, sicurezza.

 

WELFARE AZIENDALE, I CINQUE APPROCCI DELLE PMI

Dalla ricerca, è emerso inoltre come le Pmi possano essere classificate sulla base di cinque diversi approcci al welfare aziendale.

  • Vita e lavoro” (21% del totale), le imprese con rilevanti iniziative nelle aree della conciliazione vita e lavoro, del sostegno alle pari opportunità e ai genitori;
  • Inclusivi” (9,5%), le imprese più attive nelle aree della integrazione sociale e delle iniziative di welfare allargate al territorio;
  • People care” (10,8%), le imprese con iniziative concentrate soprattutto nelle aree della gestione delle risorse umane e dei fringe benefit;
  • Attuatori” (48%), aziende attive in diverse aree del welfare aziendale che però prevalentemente applicano quanto previsto dai contratti nazionali di categoria;
  • Beginner” (10,7%), imprese che sono nella fase iniziale di esperienza del welfare aziendale.