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Vi racconto come sono diventata Vasco dipendente

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C’è chi apprezza il Vasco degli esordi, chi quello saggio più recente. Io sono riuscita ad apprezzare il Vasco che cambiava negli anni

Il ventennio dal 1999 al 2019, della mia “carriera” di fan sfegatata del Blasco, si distingue dagli anni precedenti per due motivi: i miei “incontri ravvicinati del terzo tipo” con il mio mito e il fatto di aver iniziato a seguire integralmente i suoi tour. 

Sono fan di Vasco Rossi dall’82 e dal 1983 ho visto diversi concerti di Vasco di ciascuna tournée fino al Rewind tour del 1999, quando ho deciso che in futuro mi sarei concessa tutte le occasioni possibili per godere della gioia impareggiabile che mi danno i concerti di Vasco, così dal 2001 seguo tutte le date del tour! Del resto Calvino saggiamente consigliava di “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.  

Così investo soldi e tempo, che potrei destinare a una vacanza in un luogo esotico, per fare una vacanza in un luogo dell’anima, che ha il potere di riportarmi alla spensieratezza dei miei 14 anni. Per me andare a un concerto di Vasco è come entrare in una macchina del tempo, una macchina magica che mi riporta a una gioia remota ma presente, come se il tempo fosse fatto di strati di vita sovrapposti tutti nello stesso istante. E’ un meccanismo che alimenta la mia felicità e a cui non riesco a rinunciare, lo ammetto: sono Vascodipendente!

 

L’EVOLUZIONE DELL’UOMO E ARTISTA

Se negli anni 80/90, durante la mia adolescenza e giovinezza, ho apprezzato pezzi più trasgressivi ("Vita spericolata", "Fegato, fegato spappolato", "Portatemi Dio"), negli ultimi anni, in età matura, apprezzo brani più introspettivi e filosofici: "Vivere non è Facile", "Un senso", "Senza parole". Con il tempo ho assistito a un’evoluzione dell‘artista che ha seguito l’evoluzione dell’uomo Vasco Rossi, in parallelo con la mia evoluzione personale, per cui ho avuto la fortuna di rimanere sempre sintonizzata sulla sua frequenza, che era anche la mia.

C’è chi apprezza il Vasco degli esordi, chi quello saggio più recente: io sono riuscita ad apprezzare il Vasco che cambiava negli anni, perché si accordava in modo sorprendente con i miei cambiamenti, la mia crescita, la mia vita. Per ogni tappa della mia vita ho avuto il Vasco perfetto per quel momento. E’ un’affinità che mi commuove e mi alleggerisce il peso della solitudine intrinseca dell’esistenza.

Definisco Vasco il mio Nirvana perché mi dà una sensazione di gioia perfetta che estingue qualsiasi bisogno, ma anche perché mi fa sentire parte di un campo energetico di cui percepisco l’esistenza grazie alle emozioni che lui mi genera e per cui gli sono sempre grata. E mi piacerebbe dirglielo… 

 

I MIEI INCONTRI CON VASCO

Gli incontri più importanti sono stati sicuramente quelli degli ultimi 20 anni. Dal 1983 al 2003 avevo provato più volte a parlare con il Blasco, ma mi sono dovuta accontentare di qualche stretta di mano e qualche autografo. Dopo 20 anni di “gavetta” di fan il mio impegno è stato premiato in un modo che non avrei immaginato neanche nei miei sogni più esagerati. 

La mia “prima volta” con Vasco, il primo vero incontro in cui ho potuto parlargli e dirgli tutto quello che Lui rappresentava per me, è avvenuto il 1° luglio del 2003 nella sede del Corriere della Sera di fronte a 100 fan e 40 giornalisti della tv e della carta stampata. La foto che mi ritrae mentre lo bacio è stata pubblicata sul Corriere del giorno dopo. Tutto questo è già tanto, ma risulta ulteriormente amplificato se si considera che sono una persona molto riservata e non amo essere al centro dell’attenzione. Avrei sperato di incontrarlo in un contesto privato, ma Vasco è Vasco e in quell’occasione, per me unica, ho parlato davanti a un microfono di anni di emozioni, con voce tremante ma sicura. Gli ho detto di essere fortunata a vivere nella stessa epoca in cui vive lui, perché questo mi ha dato la possibilità di incontrarlo, cosa che non ho potuto fare con altri personaggi storici che ammiro vissuti in epoche passate. In risposta ho avuto il suo grazie accompagnato da un sorriso sincero e l’applauso di un pubblico che mi ha trasmesso una bellissima energia. Era come se, mettendo la mia anima a nudo davanti a loro, si fosse creato un campo di complicità e sostegno che ricordo ancora vivissimo, quasi fossi la rappresentante di ognuno di loro.

Ho chiesto a Vasco di poter fare una foto con lui e, da grande uomo qual è, (contro il parere di chi conduceva l’intervista) è sceso dal palco e mi ha raggiunto in mezzo al pubblico per fare la foto. Unica foto scattata durante l’evento.

A luglio del 2003 lavoravo in Sorgenia da 6 mesi e i miei colleghi ovviamente sapevano di questa mia passione, così, quando ci fu il concorso per selezionare i 100 fan che avrebbero partecipato all’ incontro “Faccia a faccia con Vasco”, io e i miei colleghi passammo un paio d’ore al telefono per avere più possibilità di prendere la linea, quasi sempre occupata, e ci riuscimmo! Gli stessi colleghi, il giorno dopo quell’ indimenticabile pomeriggio, mi accolsero nell’open space tappezzato della mia foto con Vasco che era stata pubblicata sul giornale. Ricordo sempre con un’emozione particolare quella giornata, come se l’Universo avesse cooperato perché tutto andasse nel migliore dei modi.

Il mio primo incontro col mio mito è stato bellissimo anche perché è avvenuto in un contesto di partecipazione dei colleghi, della sconosciuta compagnia con cui mi sono trovata a condividere quel prezioso incontro ed è stato anticipato da un sogno “premonitore” che avevo fatto esattamente un mese prima. E’ stato magico.  

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37 ANNI DI PASSIONE E TENACIA

Nel corso di questi ultimi 20 anni ho avuto (o forse è meglio dire che me le sono cercate) altre opportunità per incontrare Vasco, oltre agli appostamenti fuori dagli hotel in cui alloggia quando è in tour, alle radio dove è ospite per presentare i nuovi album, alle prove quando erano “segrete” e non si accedeva per selezione ma perché eravamo in pochi intimi, a Zocca fuori da casa sua, ecc.

Cito solo alcuni degli incontri ravvicinati con il Kom:

-          a novembre del 2004 alla trasmissione CD Live su Rai 2;

-          a maggio del 2005 alla sua seduta di Laurea honoris causa allo Iulm di Milano;

-          a novembre del 2005 al cinema Anteo per il Premio Videoclip Italiano ritirato per "È SOLO UN ROCK'N'ROLL SHOW" come miglior Dvd dell’anno;

-          a dicembre del 2007 alla libreria Pendragon di Bologna per presentare il book fotografico “Vasco@fototour.07”;

-          a maggio del 2008 dopo un concerto all’Olimpico quando il figlio Lorenzo mi ha fatto una foto con lui su un divanetto;

-          nel 2009 a Pieve di Cento per assistere alle prove del suo intervento al concerto del 1° maggio;

-          a settembre del 2012 alla discoteca Chromie di Castellaneta Marina;

-          a settembre del 2015 al Festival del cinema di Venezia per la proiezione de “Il Decalogo di Vasco” di Fabio Masi;

-          a marzo del 2016 al cinema Odeon di Milano per la prima del suo film concerto “Tutto in una notte LiveKom015”;

-         ad aprile del 2016 all’Auditorium Parco della Musica di Roma per l’ annuncio del concerto evento Modena Park; 

-          a giugno del 2017 nel suo buen ritiro a Castellaneta Marina, quando Diego Spagnoli mi ha ripreso mentre salutavo Vasco e quando ho passato un po’ di tempo con Guido Elmi e i musicisti della band;

-          a giugno del 2018 per un breve saluto dopo il concerto di Bari. 

Un'altra bella occasione per parlare con lui, anche stavolta però davanti a un pubblico, è stato il primo incontro con i fan organizzato dal Fan club il 7 marzo del 2013 in via Emilia Levante a Bologna, dove c’è la sede del Blasco fan club.

Vasco ha raccontato il suo brano “L’uomo più semplice che c’è”. Ho avuto modo di parlare con lui di letteratura, filosofia, religione: è stato bello, anche se ero un po’ agitata per tutto quello che avevo l’urgenza di dirgli e di chiedergli.

Gli ho ricordato che ero quella del Corriere della Sera di 10 anni prima, qualcuno ha detto che ero fortunata ad aver già incontrato Vasco altre volte, ho ribattuto che seguivo Vasco da 30 anni, dal 2001 facevo tutte le tappe del tour: non si trattava di fortuna, ma di passione e tenacia!

Anche in questo caso gli ho detto che se fossi nata nel 1300 sarei andata a Firenze a conoscere Dante che adoro, nel ventesimo secolo faccio di tutto per incontrare Vasco, un illuminato dei nostri tempi.

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