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Vasco, amore e fantasia (e un po’ di fatica)

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A Padova un concerto bellissimo, ma preceduto e seguito da un diluvio. Niente di grave per il Popolo del Blasco, abituato a imprese e "travestimenti" in nome del Kom

Silvia Russo, nel team Rete Vendita Pmi di Sorgenia, è una gradissima fan di Vasco e membro de "Il Blasco fan club".

 

Che live, quello di Padova del Vasco Non Stop Live! Quanta energia e quante emozioni, ma anche quanta fatica! Il diluvio pre e post concerto è stata una bella sfida da affrontare per tutto il Popolo del Blasco, impantanato prima nelle strade che portano allo stadio e poi lungo gli accessi alla struttura. Tutto questo trambusto mi ha fatto venire in mente altre fatiche e imprese epiche che noi Vascomani abbiamo affrontato in tanti anni per seguire il Kom.

Vi assicuro che essere fan “doc” di Vasco richiede una discreta dose di energia. E anche un po’ di fantasia.

 

PADOVA SOTTO IL DILUVIO

In viaggio per Padova mi imbatto in un nubifragio che mi fa temere un concerto sotto la pioggia. Inoltre, tra maltempo e traffico, la città è in tilt e lo stadio... allagato!

I 90 mila fan distribuiti nelle due serate devono fare i conti con l’allungamento dei tempi necessari a raggiungere lo stadio e una discreta quantità d’acqua in cui immergere le scarpe. Per fortuna gli idrovori rendono il terreno di gioco più asciutto e praticabile. 

Gli stessi problemi si ripresentano al termine del concerto: la città è bloccata e il deflusso del pubblico molto lento. Dopo le 3 di notte si scatena il diluvio sui fan ancora in viaggio verso casa.

Per fortuna, per tutta la durata del concerto il cielo dà tregua quasi a volersi godere lo spettacolo anche lui... e a ragione: il concerto è stupendo e si svolge in un’atmosfera di energia positiva quasi tangibile, siamo tutti lì contenti che non piova e in attesa del Komandante.

Vasco è in forma, di buonumore, si diverte e a noi arriva tutta la sua forza.

 

LE MILLE FATICHE DI UN FAN 

Un’esperienza fantastica, questa tappa del Vasco Non Stop Live, che la pioggia prima e dopo il concerto non ha rovinato. I disagi portati dalla pioggia non spaventano i fan di Vasco, abituati a sopportare file sotto al sole per entrare per primi nel prato gold, a dormire nelle tende fuori dagli stadi, a farsi tanti chilometri per raggiungere le varie città toccate dal tour.

A proposito di fatica, quando mi dicono “tu hai fatto tante foto con Vasco, sei fortunata” ci tengo a dire che dal 1982 sono passati tanti anni, in cui ho cercato di non perdere nessuna occasione per incontrarlo. Presentazioni di dvd e libri, conferenze stampa, promozione tour, incontri coi giornalisti, trasmissioni tv, seduta di laurea honoris causa, festival del cinema di Venezia… noi eravamo là, sempre, per scambiare due battute con il Kom. E qualche volta è andata bene, grazie al cielo!

 

FANTASIA AL POTERE

Dopo 36 anni di “fatiche”, forse mi merito i miei incontri con Vasco. La fortuna non c’entra. C’entra qualche volta la fantasia. Come quella volta che mi sono finta laureata allo IULM per parlare con il Kom. Era l’11 maggio 2005 e a Vasco veniva consegnata la laurea honoris causa. La seduta di laurea (in Scienze della Comunicazione) era riservata ai giornalisti e ad alcuni studenti dello IULM. Io ero lì, fingendo che lo IULM fosse la mia seconda casa, ma in realtà mi sono laureata altrove!

 

O ancora, come quell’altra volta (novembre 2005) in cui Vasco ritirò il Premio Videoclip Italiano per il movie-clip “È solo un rock'n'roll show” come miglior Dvd dell’anno. Io ero tra i giornalisti, pur non essendo esattamente una giornalista!

 


IL RITO DEL REWIND

La fantasia e la simpatia del Popolo di Vasco sono ben racchiusi in un’altra scena, a cui ho assistito proprio a Padova. Dovete sapere che ormai è “tradizione” che durante Rewind alcune ragazze mostrino il reggiseno - e spesso anche quello che c’è sotto - alla richiesta di Vasco che canta “lalalalalalala fammi vedere!!”.

 

Anche a Padova di volontarie ce ne erano parecchie per la gioia dei vicini di concerto e di Vasco, che ogni sera potrebbe aprire un negozio di reggiseni, data la quantità che ne riceve sul palco lanciati dalle ragazze. Ebbene, nel pubblico c’erano anche due ragazzi che, volendo partecipare al rituale Rewind, sollevano la maglietta mostrando due seni finti! Una scena che mi ha fatto molto ridere…

 

CON VASCO FUORI DALL’ORDINARIO

Sì, per essere un fan “doc” occorre energia, tanta tenacia e un po’ di fantasia. Ma è la passione quella che ti fa superare limiti interiori e ostacoli esterni. Quando mi chiedono “perché fai tutti i concerti, la scaletta non è sempre la stessa?” rispondo che la scaletta può essere la stessa, la band può essere la stessa, ma il concerto è un evento che dipende dall’interazione tra l'energia sul palco, quella del pubblico e quella dello stadio, che ha un suo proprio campo energetico, quindi non può mai essere lo stesso concerto. Quello che non cambia è la gioia che porta a tutti.

Calvino scriveva che occorre “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Io l’ho cercato, l’ho riconosciuto e gli dò spazio, che significa tempo, energia e denaro. Perché nella nostra vita ci sono persone (famiglia, compagni di vita, amici, colleghi, conoscenti,...), ci sono tanti interessi che costituiscono nutrimento per l’anima (nel mio caso: la lettura, i viaggi, l’arte, l’astronomia, la Divina Commedia, gli alberi, i cani, il cioccolato...), ma la passione è ciò che decide per noi, prescinde dalla mente e ci trascina fuori dall‘ordinario… È vita.

Per me Vasco è il mio nirvana…