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Unione europea dell’energia: a che punto siamo?

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La commissione ha pubblicato la prima relazione sui progressi compiuti nel 2015 in questa direzione e le strategie da attuare il prossimo anno. Attenzione particolare all’efficienza energetica e alla decarbonizzazione

L’Unione europea dell’energia si farà ed anzi la sua realizzazione è ad un punto di svolta. Arrivano buone notizie dalla Commissione, che nella prima relazione sullo stato dell’arte di questo rivoluzionario progetto comunitario, ha sottolineato come si siano compiuti notevoli progressi dall’adozione, agli inizi dell’anno in corso, del quadro strategico in materia. Il 2016 sarà tuttavia un anno cruciale per la transizione verso una economia a basse emissioni di carbonio, sicura e competitiva.

 

Per approfondire: Efficienza e sviluppo tra i pilastri dell'Unione europea dell'energia

UNIONE DELL’ENERGIA E I PILASTRI DELL’ECONOMIA A BASSE EMISSIONI

Il testo presentato da Bruxelles analizza i passi in avanti compiuti nei primi nove mesi del 2015 e individua le principali aree di intervento a partire dal prossimo gennaio, tenendo sempre ben presenti i pilastri su cui si fonda l’Unione dell’energia, dall’abbassamento dei livelli di inquinamento all’efficienza energetica, passando per la ricerca e la decarbonizzazione. Contiene inoltre conclusioni strategiche a livello nazionale, regionale e comunitario.

 "L'Unione dell'energia sta prendendo forma – ha commentato Miguel Arias Cañete, commissario per l'Azione per il clima e l'energia -. Sono stati compiuti molti progressi in questi ultimi mesi, ma occorre ora passare all'attuazione vera e propria di tutte le azioni necessarie. Nel 2016 ci concentreremo in particolare sulle proposte legislative volte a migliorare il funzionamento del mercato dell'elettricità, aumentare ulteriormente la quota di energie rinnovabili, ridurre il nostro consumo energetico e garantire la sicurezza del nostro approvvigionamento di gas”.

 

Leggi anche: Strategia energetica, dall'Europa 38 miliardi di euro

 

CAMBIAMENTI CLIMATICI E OBIETTIVI ENTRO IL 2030

In materia di cambiamenti climatici, fondamentale, sottolineano dalla Commissione, è il contributo che l’Unione porterà ai negoziati di Parigi. In particolare l’Europa si impegna a concretizzare gli interventi già in programma per ridurre di almeno il 40% entro il 2030 i livelli di emissione di anidride carbonica rispetto a quelli segnalati nel 1990. Oltre alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica, al strategia di Bruxelles mira ad ottenere buoni risultati in materia di efficienza, mercato interno dell’energia e ricerca, innovazione e competitività.

Si tratta di elementi collegati tra loro che costituiscono la base su cui gli stati membri dell’Ue possono avviare l’elaborazione dei loro piani nazionali integrati per il periodo dal 2021 al 2030. La metodologia proposta per gli indicatori chiave è il primo passo in vista della quantificazione e del monitoraggio dei risultati dell’Unione dell’energia.

 

SPAZIO ALL’EFFICIENZA ENERGETICA

Proprio per quel che riguarda l’efficienza, la relazione sottolinea come, nonostante i continui sforzi delle istituzioni, c’è stato un risparmio di energia primaria pari solo al 17,6% rispetto alle proiezioni per il 2020. Ma l’obiettivo, entro questa data, sarà di sicuro raggiunto, a condizione che la legislazione attualmente in vigore negli Stati membri sia pienamente attuata, con un “miglioramento delle condizioni di investimento”.