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Tanti auguri Facebook, come è cambiato il social da oltre due miliardi di utenti

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L’azienda di Menlo Park spegne 15 candeline. Da Facemash a Facebook, passando per The Facebook, tutti i principali cambiamenti (stilistici e non) di uno dei social più utilizzati al mondo

Quindici anni fa la prima messa online del social network per eccellenza: Facebook. Il 4 febbraio 2004 “The Facebook” si affacciava sul web per stravolgere completamente le logiche della comunicazione online e la vita di ognuno di noi.

Ebbene sì, sono passati ben 15 anni da quando Mark Zuckerberg, giovane studente dell'Ateneo di Harvard, insieme ai suoi compagni di università decise di mettere online una piattaforma capace di far interagire gli studenti tra di loro. La piattaforma che quotidianamente utilizziamo, però, è cambiata radicalmente rispetto al prototipo iniziale, spesso in modo autonomo rispetto alla linea studiata dai suoi creatori.

Le reazioni dei fruitori hanno condizionato e talvolta anche obbligato scelte estetiche e funzionali del mezzo, costringendo gli sviluppatori a rivedere gli schemi evolutivi anche con clamorosi ripensamenti. Ma quali sono stati gli step principali nella sua evoluzione? Ripercorriamo le tappe principali di questa epopea quindicennale.

 

FACEMASH, IL PRECURSORE DI FACEBOOK 

A volte può capitare che gli appuntamenti galanti possano andar male. Può anche capitare, però, che da un appuntamento sbagliato possa nascere una grande idea. È così che, nell’ottobre 2003, il giovane Mark – reduce proprio da un appuntamento galante “andato male”, ebbe un'idea davanti all'annuario universitario: creare un sito internet con accesso ai soli universitari di Harvard in grado di caricare tutte le foto degli studenti. Questo avrebbe dato la possibilità, a chi avrebbe acceduto alla piattaforma, di votare la foto preferita tra due che il sistema avrebbe fatto comparire casualmente. Come caricare le immagini degli studenti? "Hackerando" il database del college di Harvard e pubblicando foto e nomi degli studenti. In sole 4 ore la piattaforma registrò dei numeri da stupefacenti, collezionando 450 visitatori e ben 22.000 click sulle foto caricate. Era nato Facemash, il precursore di Facebook.

 

DA “THE FACEBOOK” A “FACEBOOK”, GLI ALBORI DEL SOCIAL NETWORK E I PRIMI CAMBIAMENTI

È nel 2004 che nasce ufficialmente Facebook, cercando con presunzione di imporsi subito come “The Facebook”. Nasce non come il trasferimento al virtuale di uno dei tanti annuari scolastici statunitensi, ma come “il” libro delle facce per eccellenza, con l’ambizione di mettere in collegamento amici, colleghi e chiunque si conosca, anche solo superficialmente, nel mondo reale. Da Harvard, nel giro di poco tempo, la piattaforma cresce e si allarga prima agli altri college americani e poi, nel 2006, al mondo, rinunciando al pretenzioso articolo “The”.

Grazie alla svolta globale, Zuckerberg decide di rifare il look al suo gioiello: aggiunge elementi grafici, crea il wall (o news feed), uno dei capisaldi ancora oggi irrinunciabili, e inizia a creare una sorta di banca dati dei nostri usi, costumi e consumi (2007). Sfrutta così l’ingenuità dell’utente medio e la sua volontà di apparire, esponendo la propria vita e la propria privacy a una platea potenzialmente sconfinata. 

 

I PRIMI NUMERI DA RECORD

Nel 2008, a fronte della sua crescita e dei ben 50 milioni di iscritti, nascono strumenti di tutela della privacy, di pari passo però con nuove funzioni che di fatto spingono l’utente ancora una volta a dichiarare apertamente i propri gusti e a ‘creare’ una propria identità, rivelando dati personali di un certo rilievo.

Nel 2010, a soli 6 anni di distanza dalla nascita, Facebook raggiunge 500 milioni di utenti registrati, incrementando in maniera esponenziale la sua presenza sul territorio mondiale. Nel 2011, arriva la più grande innovazione: l’introduzione della Timeline. Questa novità trasforma la pagina personale in un diario cronologico estremamente grafico e personalizzabile, nel quale è possibile navigare per poter rintracciare i post e le attività svolte dall’iscrizione al social network. Si dà maggiore importanza alle immagini, notevolmente più grandi e di maggiore impatto, si introduce l’immagine di copertina, si punta a incrementare ancora di più la connessione tra gli utenti e si mettono in evidenza i potenziali amici con cui collegarsi.

Tra il 2013 e il 2014 gli sviluppatori si concentrano su un'esperienza di uso più immediata e meno rigida, potenziando la app Facebook di pari passo la diffusione degli smartphone e introducendo la messaggistica istantanea. Inglobando Messenger, Mark Zuckerberg ha ideato uno strumento complementare e ormai del tutto indipendente da Facebook stesso, alternativa vera e propria a Whatsapp (anch’esso oggi di proprietà dell’imprenditore americano e acquistato per 19 miliardi di euro). 

 

L’ALGORITMO DI FACEBOOK

Il 2015 è l’anno dell’introduzione del famigerato algoritmo di Facebook, l’arma a doppio taglio, croce e delizia degli utenti e del suo creatore. È la rivoluzione in ambito di interpretazione dei dati, che permette a Facebook di guadagnare cifre spropositate e agli iscritti di ricevere informazioni più in linea con i propri interessi. Questa svolta viene inoltre accompagnata dalla possibilità di personalizzare la privacy sul singolo post.

Le recenti novità riguardano l’esortazione ad allargare la rete personale dei contatti, con la prepotente ingerenza della funzione “Persone che potresti conoscere”, la sezione sempre più accurata dei “Ricordi”, la possibilità di avere un calendario degli eventi puntuale ed efficiente e i video personalizzati celebrativi di anniversari di amicizie online e compleanni. Questi sono tentativi di ricostruire un rapporto con gli utenti minato nel tempo dall’Affaire Cambridge Analytica e i suoi 90 milioni di utenti venduti a terzi e alle logiche di mercato.

 

FACEBOOK TRA PRESENTE E FUTURO 

Oggi il social rimane il secondo più utilizzato in Italia dopo YouTube e precede mostri sacri del web come Instagram, Twitter e LinkedinÈ certamente permeato dalla volontà di riappropriarsi di un rapporto privilegiato e preferenziale con gli utenti costruito e acquisito negli anni. Allo stesso tempo, è legato all’ossessione di inglobare ed emulare le funzioni e le innovazioni proposte dagli altri social e dalle applicazioni più disparate, come l’inserimento dei live video.

Il suo futuro rimane imperscrutabile e ricco di incognite e variabili, sicuramente sempre più dettate dal contesto globale in cui si muove e dalle scelte dei competitors, più che da una linea di sviluppo editoriale interna. Come cambierà non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: continuerà a essere parte integrante delle nostre giornate, come da 15 anni a questa parte. Tanti auguri Facebook!