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Street is culture, tornano i summer camp

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I ragazzi potranno entrare in contatto con il meglio delle discipline “di strada”. Tra le new entry “Music Box” e “Music therapy and mindfulness” per gli under 18 con problemi comportamentali o autismo

La strada non come simbolo di emarginazione ma come occasione di socializzazione, sport e creatività. È la “vision” che caratterizza il summer camp di Street is culture, startup nata dall’idea di due poco più che quarantenni che hanno voluto mettere questa loro intuizione al centro di una serie di iniziative rivolte ai giovani. Da luglio e fino ai primi di settembre si svolgeranno i summer camp in molte città in tutta la penisola, occasioni in cui i ragazzi possono entrare in contatto con 10 tra le più diffuse discipline nate e normalmente praticate in strada. Un’iniziativa che in questo 2020 ha il valore aggiunto di arrivare dopo un lungo periodo di lockdown dovuto all’emergenza coronavirus, e di essere quindi per i giovani un’occasione in più per incontrare gli altri e vivere dei momenti spensierati all’aria aperta.

LE DISCIPLINE

Ma quali sono le discipline che è possibile praticare durante i summer camp di Street Is Culture, aiutati e seguiti da più di 200 istruttori specializzati?

Si va dallo skateboarding al breaking, evoluzione della breakdance, dal ciclismo sulla Bmx allo street basket tanto diffuso nelle periferie statunitensi dove i ragazzi si affrontano in interminabili partite tre contro tre. Poi la street art, fenomeno culturale che ha prodotto artisti come il celebrato Banksy, il djing per imparare a mixare brani musicali e suoni come i veri DJ, fino ai percorsi urbani a ostacoli tra edifici abbandonati del parkour, e agli equilibrismi urbani del blanding. Due le new entry dell’edizione 2020 di questa manifestazione “disseminata” sulle vie e nelle piazze di tutta Italia:

  • Music Box, il cui obiettivo sarà la produzione di una traccia musicale, e che sarà aperto anche a studenti universitari,
  • Music Therapy & Mindfulness, un percorso in cui la musica diventa terapia per i giovani under 18 con problemi comportamentali o affetti da sindrome dello spettro autistico.

I PROMOTORI

A promuovere Street is culture sono Angelo, quarantaduenne pugliese che ha fatto di Tenerife la propria casa, e Magid, di nascita iraniana ma “trapiantato” a Milano: insieme hanno dato via a un’associazione sportiva dilettantistica e culturale alla quale hanno aderito un nutrito gruppo di istruttori, come dicevamo ormai più di 200, fino ad aggiudicarsi nel 2019 il premio “Sorgenia20” indirizzato a promuovere la crescita dei giovani sia a livello personale, sia sociale e relazionale.

LE LOCATION

L’associazione street is culture si muove normalmente tra scuole e parchi urbani per insegnare le discipline nate sulla strada, luogo diventato con il passare degli anni sinonimo di innovazione, moda senza griffe e libera espressione artistica. Il progetto nasce così per promuovere il movimento open air in aree urbane spesso abbandonate, i cui spazi pubblici sono poco “utilizzati”, e collabora con le scuole per portare i ragazzi ad abbracciare discipline di strada con un preciso messaggio di aggregazione e di vivere l’urban in maniera dinamica e artistica, dalle periferie ai centri urbani. 

Tra i summer camp di questo 2020 quelli del Lungomare Portavecchia a Monopoli, in provincia di Bari, del parco Don Tonino Bello a Bari, in via Ghandi, del parco giochi Gaslini in via Torrazzo a Catanzaro, del parco Govi in Corso Italia a Genova, dello stadio Dorico di Ancona, di Piazza D’Armi a L’Aquila, del parco Albanese di Mestre, del Blq Skatepark di Calerara a Bologna, di Largo Raffaele Pettazzoni a Torpignattara, nella periferia della Capitale, di via Pietro Fanfani a Firenze, di corso Appio Claudio a Torino, di Pian di Massiano in via Cortonese a Perugia, del Giardino Inglese di via della Libertà a Palermo, di via Rockfeller a Cagliari, del Bicocca skatepark a Milano, di via Buscaja 19 a Varese, del Grato Bowl di via Michele Saponaro a Grotosoglio, vicino a Milano, del Cesano beach skate park di via Trento a Cesano Boscone, sempre nell’hinterland milanese, di villa Giaquinto in via Gallileo Galilei a Caserta, e di via Hubert Jedin 2 a Trento.

GLI OBIETTIVI DI STREET IS CULTURE

Al centro dell’impegno di questa associazione no profit c’è l’inclusione, tramite un modo nuovo di vivere la città, anche nei luoghi che prima erano considerati come punti di emarginazione, per dare vita a una trasformazione virtuosa degli stili di vita e delle aree urbane. Questo si traduce in un contributo concreto al contrasto della microcriminalità, del bullismo e delle dipendenze proprio dove queste spesso attecchiscono con più facilità, quindi le fasce giovanili nelle periferie urbane, come risultato dell’alienazione, della solitudine e dell’assenza di stimoli. Mettendo a disposizione dei ragazzi un ambiente sicuro e ricco di motivazioni.

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IL PROGRAMMA EDUCATIVO

I programmi messi a punto da Street Is Culture sono il risultato di un percorso educativo e ricreativo composto da workshop, eventi, open day, campus e competizioni all’interno dei centri scolastici e centri di aggregazione giovanile, in cui vengono mixati prestazioni atletiche e artistiche ed esperienze educative che si ispirano a modelli positivi e al lavoro di squadra. Il percorso di base è pensato su base trimestrale, su tre fasce di età: dai 7 ai 12 anni, dai 13 ai 17 e dai 18 in su.