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Startup, meno burocrazia e più incentivi: ecco la ricetta del Libro Bianco

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Sgravi fiscali alle imprese innovative, rientro dei cervelli in fuga, deduzioni delle perdite per le banche sono alcuni dei punti cardine su cui si basano le proposte per rilanciare il settore

Smart is better than right”: un principio che, se ben implementato nel nostro sistema economico, può rilanciare con efficacia il settore delle startup italiane. Uno slogan che riassume bene le proposte avanzate dall'Associazione Iban (Italian Business Angels Network Association) in collaborazione con lo studio legale tributario CBA, e racchiuse nel Libro Bianco sulle startup.

“Un progetto nato dalla volontà di favorire lo sviluppo del sistema startup in Italia – come spiega ad Energie Sensibili Paolo Anselmo, presidente di Iban – Lo spirito è quello di presentare un documento 'pronto' partendo dalle necessità principali che può avere una startup oggi: si prende in esame la normativa vigente, per suggerirne le modifiche utili ad attuare un cambiamento efficace, senza pesare sull'amministrazione pubblica”.

 

Il Libro bianco si basa principalmente su tre punti di intervento: diritto tributario, societario e del lavoro, che convergono insieme sull'obiettivo di semplificare la vita ai futuri imprenditori: “La startup è generalmente un'impresa giovane, con una struttura organizzativa più semplice rispetto un'impresa già avviata e più costi che ricavi – commenta Anselmo – Una minore spesa in oneri e diritti si traduce in vantaggio non solo per gli startupper, ma innesca dei processi di crescita più rapidi e un incremento negli investimenti”.

 

Tradotto: riduzione delle tasse per aprire una nuova attività, sgravi fiscali sui contributi previdenziali obbligatori, esenzione dall'obbligo di apposizione del visto di conformità, agevolazioni per il “rientro” dei cervelli in fuga, modifica della base imponibile IRAP e aumento della deduzione per Aiuto alla crescita economica (ACE) per le startup innovative. Proposte che hanno una ricaduta nulla o modesta sulla riduzione di gettito dell'Erario, ma una notevole efficacia in termini di snellimento burocratico, velocizzazione e convenienza per le startup.

 

Le iniziative non si limitano solo alla fase iniziale di un'impresa, ma puntano anche a renderne più solide le strutture organizzative in prospettiva di lungo termine. Qui entra in gioco il diritto societario, con una regolamentazione più puntuale del diritto di recesso che mira a garantire maggiore continuità al team della startup almeno fino a due anni dalla sua fondazione, assicurando così una maggiore tutela per gli investimenti. A proposito, Paolo Anselmo sottolinea: “Per gli investitori esiste una notevole opportunità di diversificare il capitale di rischio, si tratta solo di incentivare questo processo”. Stesso discorso per i Business Angels che non apportano capitali ma competenze tecniche o di gestione, con a monte la volontà di essere coinvolti in progetti interessanti e realizzabili.

 

Sviluppato a dicembre, il Libro Bianco sta smuovendo già qualcosa a livello normativo: “In fase di recepimento stanno valutando con attenzione alcune proposte, è probabile che per aprile qualche norma sul tema potrebbe essere approvata” conclude Anselmo.