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Startup innovative: ecco l’identikit delle nuove imprese italiane

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Secondo un rapporto di Unioncamere queste realtà sono in costante aumento, giovani e digitali. Nel 2015 previste assunzioni per risorse qualificate nel campo della tecnologia

Le Startup innovative italiane continuano a crescere. Secondo un rapporto elaborato dal Centro studi di Unioncamere, i numeri denotano un costante aumento: 3850 unità alla fine del mese di aprile 2015, circa 650 in più rispetto allo stesso periodo del 2014.

 

L'IDENTIKIT: GIOVANI E APERTE AL MERCATO ESTERO

L'obiettivo delle startup è quello di innalzare la competitività del tessuto produttivo nazionale dando slancio ai nuovi imprenditori che puntano sull'innovazione tecnologica. Il rapporto ha tracciato un identikit delle nuove imprese riscontrando che sono giovani e orientate verso i mercati esteri.

Quasi un quarto ha come riferimento il mercato internazionale, soprattutto nel campo del manifatturiero, mentre solo il 6% ha un mercato locale.

Il 73% opera principalmente nel settore dei servizi avanzati (produzione di sofware), il 18% nel settore manifatturiero e il 4% nel commercio, con punte ancora molto basse per quanto riguarda turismo e agricoltura.

 

Le startup hanno un fatturato medio che non supera i 50mila euro (rispetto ai 10mila euro di media utilizzati per l'avvio dell'attività) e occupano meno di 5 addetti. Il 23,7% ha un gruppo societario formato da under 35, confermando il fatto che uno dei punti di forza delle imprese innovative sia proprio la presenza dei giovani.

 

ALTA CONCENTRAZIONE NEL NORD OVEST

Analizzando i numeri, a livello locale spicca il Nord Ovest, dove è concentrato il 31% delle startup nazionali, principalmente in Lombardia (842) e a Milano (559). Segue il Nord Est, con il 26%, grazie alla spinta dell'Emilia Romagna che può contare su 463 imprese innovative. Il Sud e il Centro sono alla pari, rispettivamente con il 22% e 21%, con il Lazio a quota 366 startup seguito dalla Campania a 225.

 

RISORSE UMANE QUALIFICATE

Inizialmente le giovani imprese si rivolgono a consulenti ed esperti nello sviluppo dei prodotti per cercare di far decollare le nuove attività, mentre in una seconda fase le figure necessarie sono i marketing e sales manager per cercare di raggiungere più quote di mercato possibili.

La crescita e l'innovazione genera anche occupazione: tre quarti delle startup è alla ricerca di personale per il 2015 soprattutto nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict).

 

Nel 57% dei casi è richiesta la laurea, mentre il 20% pretende un'ulteriore formazione post-universitaria qualificata. Per quanto riguarda le risorse necessarie per il reparto acquisti e magazzino è sufficiente anche il diploma d'istruzione superiore, ritenuto valido anche per le attività di installazione e manutenzione, logistica, distribuzione e trasporti e mansioni di segreteria/staff.

Alle future risorse umane sono richiesti studi dell'area ingegneristica, scientifica e economica.

Questo tipo di formazione è necessaria poiché i settori più strategici sono quelli legati alla progettazione tecnica, ai sistemi informativi e alle tecnologie digitali.

 

PIÙ INVESTIMENTI E ASSUNZIONI NEL 2015

Nel 2015, il 21% delle startup assumerà a tempo indeterminato, il 22% con partita Iva, il 20% a tempo determinato, il 12% con contratti a progetto e l'8% con contratto di apprendistato.

La capacità di impiego è legata alla propensione agli investimenti messa in preventivo dall'88% delle imprese innovative per l'anno corrente. In particolare, si punterà sulla realizzazione di nuovi prodotti tecnologici, ma numerose sono anche le startup che investiranno sull'acquisto di nuovi brevetti e marchi.