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Startup energetiche: ecco la nuova frontiera dell'innovazione

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In costante aumento e operanti nel settore dei servizi, le nuove imprese sono concentrate soprattutto al Nord ma nel 2015 si registra un boom anche al Centro e in Molise

Investire in energia ed efficienza conviene. Delle potenzialità del settore se stanno accorgendo anche gli esperti in nuove tecnologie, come testimonia l’aumento vertiginoso di startup che si occupano di questi temi. È quanto emerge dai numeri presentati da InfoCamere ed elaborati dal Consorzio I-com, Istituto per la competitività. Il numero delle imprese innovative in questo comparto è cresciuto del 17%, passando dalle 368 del 2014 alle 444 della prima metà del 2015, rappresentando l'11,4% del totale.

 

SETTORI DI OCCUPAZIONE: I NUMERI

Le startup energetiche hanno una vocazione maggiore verso il settore dei servizi per l'88%, il restante 12% opera nell'industria e nell'artigianato. 397 imprese si occupano di ricerca scientifica e sviluppo, 27 di fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Le restanti producono macchinari oppure fabbricano autoveicoli, rimorchi e semirimorchi.

 

CAPITALE E DIPENDENTI

Quasi nessuna startup energetica ha un capitale superiore a 250mila euro: la loro disponibilità media è compresa tra 5mila e 50mila euro. In linea generale la dimensione risulta essere ancora inferiore: solo il 30% di quelle che hanno presentato dati di bilancio dichiara un fatturato superiore ai 100mila euro, mentre solo l'11% fattura oltre 1 milione di euro. Per quanto riguarda i dipendenti il 9% ha dichiarato di averne 5, si scende al 2% per 10 impieghi, numeri inferiori rispetto alla media nazionale di tutte le startup.

 

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA: BOOM NEL MOLISE

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le imprese innovative energetiche sono in aumento nel Mezzogiorno anche se la maggiore concentrazione si trova al Nord (59%) grazie a un contesto economico più favorevole e alla maggiore presenza di centri di ricerca e università. Segue il Centro con il 22%, e chiude il Sud con il 19%.

Analizzando la situazione a livello locale, guida la classifica dei territori più virtuosi la Lombardia con 89 startup, seguita dall'Emilia Romagna con 62, il Lazio con 36 e la Campania con 34.

Per quanto riguarda le provincie, spiccano quelle principali con Milano a quota 42 imprese energetiche, seguita da quella di Roma con 33 e Torino con 25. Molto attiva quella di Bergamo con una concentrazione del 5%.

Al Sud è da sottolineare il dinamismo della provincia di Campobasso, che si posiziona tra le prime dieci, frutto delle politiche attente allo sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative per le energie rinnovabili con conseguenti sgravi fiscali.

 

TASSI DI NATALITÀ E MORTALITÀ

Le startup energetiche hanno una capacità di sopravvivenza in linea o di poco inferiore rispetto alle altre imprese innovative. A maggio 2015, il tasso di mortalità si attestava al 7,5% a fronte del 9% per le altre. Invece, il tasso di natalità ha registrato picchi fino al 40% rispetto al settore dei servizi che si ferma al 20%.

In particolare, la crescita più elevata si registra al Centro Italia con un vero e proprio boom: 30,6% nel 2015 rispetto al 2,5% del 2014. Bene anche il Sud con il 23,2% di quest'anno rispetto al 16,4% dello scorso.

 

“Le innovazioni sia nella produzione di energia che nel consumo sono, in tutti casi, sempre più interrelate con la difesa degli ecosistemi, il contrasto dell’inquinamento e la lotta al riscaldamento climatico” – osserva Antonio Sileo, direttore Ossevatorio Innov-E –. Si tratta di temi che saranno al centro della Conferenza sul clima di Parigi 2015 e che sono ormai di diretto interesse dei non addetti ai lavori, oltre che di voci tanto autorevoli quanto ascoltate come quella di Papa Francesco”.