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Startup in aumento, la nuova frontiera dell'imprenditoria

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Secondo la relazione di fine anno presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico, le nuove imprese sono una solida realtà trainate dalle politiche governative e dagli under 35

Superano quota 5.000 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese.

È quanto emerge dai numeri presentati al Parlamento dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

I NUMERI

Il trend è in continua crescita: 30 startup sono state fondate nel 2009, 173 nel 2010, 309 nel 2011, 513 nel 2012, 981 nel 2013, 1.537 nel 2014 e 1.501 nel 2015. Le Regioni dove si registra la maggiore presenza sono, rispettivamente, Lombardia (1.090), Emilia Romagna (575), Lazio (495), Veneto (377) e Piemonte (350). Le Province più dinamiche sono Milano (731), Roma (425), Torino (262), Napoli (161) e Bologna (152).

La distribuzione territoriale è da considerarsi omogenea tra le quattro macro-aree: Nord-Ovest (30,4%), Nord-Est (25%), Centro (21,7%) e Sud (22,9%). I dati sono aggiornati al 14 dicembre 2015.

 

DIPENDENTI E SOCI

Sul piano occupazionale, le 1.710 startup con dipendenti impiegavano a fine giugno 4.891 addetti (+24,6% rispetto all'inizio dell'anno). Sono aumentati anche i soci che compongono i direttivi di 4.582 startup per un totale di 18677 (+10,8% rispetto all'inizio della scorsa estate).

Analizzando il periodo settembre 2014-giugno 2015, il numero delle persone complessivamente coinvolte nelle startup innovative ha registrato un incremento del 64%, passando da poco più di 13 mila unità a quasi 22 mila.

 

LE POLITICHE

I numeri presentati dal Ministero dello Sviluppo Economico trasmettono la dimensione di un fenomeno in piena fase di espansione, la nuova frontiera dello spirito imprenditoriale, soprattutto quello giovanile.

Infatti, il tasso di presenza under 35 nelle compagini sociali delle startup innovative risulta essere quadruplo in confronto alla composizione delle società di capitali.

Per agevolare lo sviluppo delle nuove imprese innovative è stato fondamentale l'apporto delle azioni governative. In particolare, lo “Startup Act” italiano rappresenta uno dei primi esempi reali di politica pubblica che, sposando questo approccio, ha istituito un Comitato tecnico di Monitoraggio e Valutazione e un sistema di rendicontazione pubblica d'impatto.

 

NUOVI STARTUPER

L'esercito degli startuper è destinato ad aumentare. Infatti, circa 9mila aspiranti imprenditori sono pronti ad aggiungersi alla numerosa rete di innovatori. Secondo un recente rapporto di Unioncamere, più di 52 mila imprese con meno di 5 anni di vita, attive nel settore della tecnologia, avrebbero i requisiti per accedere alle agevolazioni previste per le startup se si iscrivessero al Registro delle imprese ufficiale.