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Start up italiane: ICT e biotech i settori in cui si investe di più

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La fotografia del report Who's who di Italia Start up: 1489 nuove imprese censite nel nostro Paese, ma calano gli investimenti

Da 1227 nel 2013 a 2716 in quest'anno: il numero delle start up innovative registrate negli ultimi due anni supera il 50%. Un dato positivo per quanto riguarda l'innovazione e la diversificazione dei servizi offerti, ma c'è anche qualche ombra nella crescita esponenziale delle start up in Italia. Lo rivela il report “Who's Who”pubblicato da Italia Start Up e Osservatori del Politecnico di Milano, in collaborazione con Smau, Cerved Group e il supporto del Mise.

AUMENTANO LE START UP, MA NON GLI INVESTIMENTI

L'aspetto più evidente di questa crescita è che non è accompagnata da adeguati investimenti, aumentati da 112 milioni del 2012 a 129 nel 2013, con un incremento del solo 15%. In sostanza il report segnala una diminuzione degli investimenti istituzionali da parte di soggetti pubblici e venture capital, accompagnata però da un aumento dei finanziamenti privati, soprattutto dalle banche grazie al fondo di garanzia statale. Nota negativa: la chiusura dei fondi di investimento destinato alle regioni del Sud Italia ha comportato un abbassamento dei finanziamenti dai 129 milioni del 2013 ai 110 di quest’anno.

 

PUBBLICO E PRIVATO A CONFRONTO

Tra i 36 investitori rilevati dalla ricerca, 30 sono privati e 6 pubblici, per un ventaglio di start up finanziate che conta 197 casi, in aumento rispetto ai 113 dello scorso anno. Trend che si ribalta per gli incubatori ed acceleratori di impresa: dei 100 rilevati 60 sono pubblici e 40 privati, come anche per i parchi scientifici con 35 pubblici e 3 privati.

(Fonte Italia Start up

AL NORD IL 75% DELLE START UP FINANZIATE

La maggior parte dei finanziamenti dell'ultimo anno si è concentrato sulle realtà del Sud Italia, per incentivarne la formazione e lo sviluppo, ma i dati emersi da “Who's Who” sottolineano comunque una maggiore concentrazione delle start up finanziate nelle regioni del Nord: ben il 62%, contro il 15% del meridione e il 23% al centro. Questa fotografia della situazione italiane è una diretta conseguenza della composizione e diffusione degli investitori istituzionali tra le regioni, con il 75% di presenze al nord, il 19% al centro e solo il 6% al Sud.

 

I SETTORI SUI QUALI INVESTIRE

I settori che hanno attirato più investimenti sono l'Ict (Information and Communication Technology) con 10 start up ad aver ricevuto più di 2 milioni di dollari e il Biotech che detiene anche il primato delle exit più consistenti, merito soprattutto della vendita dell'italiana Gentium Spa al gruppo irlandese Jazz Pharmaceuticals Plc.