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Sostenibilità e internet: Apple la migliore, male Twitter e Amazon

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L’azienda di Cupertino scala la classifica Greenpeace grazie al 100% di rinnovabili nei propri data center. Bene anche Facebook, Google e Yahoo

La mela di Apple è sempre più verde. Parola di Greenpeace, che anche per il 2014 ha stilato il report “How companies are creating the green Internet” e dato un voto – da A a F – alle politiche di risparmio ed efficienza energetica delle major del settore web. Quattordici le aziende oggetto di indagine: oltre alla casa di Cupertino ci sono anche Google, Facebook, Yahoo, Amazon, Oracle, eBay, Akamai, IBM, HP, Microsoft, Rockspace, Twitter e Salesforce.

Stando al report sono almeno sei oggi le multinazionali impegnate a ridurre a zero l’utilizzo di energia prodotta da fonti non rinnovabili (Apple, Box, Facebook, Google, Rackspace e Salesforce). Particolarmente virtuose, secondo l’associazione ambientalista, l’azienda di Cupertino e il social network di Zuckerberg mentre Amazon Web Services rimane il fanalino di coda della classifica per energy transparency, ossia la diffusione di informazioni agli shareholder sull’impronta ecologica della propria attività.

Oltre a Apple, che guadagna il primo posto come società più sostenibile, e Facebook, che ha annunciato un data center in Iowa alimentato a energia eolica, in cima alla classifica c’è anche Google. Il motore di ricerca più famoso al mondo mantiene la leadership negli investimenti in fonti rinnovabili.

 

MIGLIORI E PEGGIORI AZIENDE SU INTERNET

Punteggi più alti per la Apple, che ottiene il 100% di Clean Energy Index (CEI) e il voto A per la trasparenza e l’impegno verso l’uso di rinnovabili; una B per l’efficienza energetica. Seconda Facebook, una A-company per trasparenza, efficienza e fonti pulite con il 48% di CEI. Buoni anche i risultati di Google e a seguire Yahoo, la prima tra A e B e la seconda tra B e C.

Le peggiori sono, secondo Greenpeace, Amazon – solo il 15% di CEI e F (insufficienza) in trasparenza, efficienza e rinnovabili – e Twitter. L’uccellino celeste, nonostante l’icona, ha un CEI pari al 21% e punteggi tra D e F per quanto riguarda gli investimenti in fonti pulite, la promozione dell’efficienza energetica e la trasparenza sulla propria impronta ambientale.

 

(Photo: Mike Derosky)

 

@fenicediboston

 

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