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Sorgenia e MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business alleati per formare i manager del futuro

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L’Innovation and Design Program si rinnova per il terzo anno. 30 giovani si confrontano con le sfide del mercato e mettono a punto progetti a valore aggiunto per il Next normal, imparando a lavorare in team su valori e sfide di business

Per il terzo anno Sorgenia e il MIP, la Business school del Politecnico di Milano, rinnovano il loro rapporto di collaborazione e danno vita a un programma di corporate education che si evolve per rispondere al meglio alle sfide del momento, guardando al new normal e al next normal. A spiegare come nasce l’iniziativa e quali sono gli obiettivi che vuole raggiungere è Silvia Eleonora Castellazzi, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e project manager dell’Innovation and Design Program.

Silvia, ci descrive il percorso di formazione attivato in partnership con Sorgenia?

Il programma si inserisce in un contesto di collaborazione consolidata, è il terzo infatti che viene svolto sui temi di innovazione e design, anche se ogni volta si sceglie un taglio e una progettazione diversa in linea con il momento storico sia della società e del mercato, che dell’organizzazione Sorgenia. Come MIP Politecnico svolgiamo attività insieme a Sorgenia dall’anno accademico 2017-2018, in una collaborazione che ci ha portato a definire insieme il Trilobo dell’azienda, ossia la carta valoriale che si fonda sui concetti disignificato, principi e valori”.
Ad accomunarci è il modo di guardare all’innovazione.

Nello specifico, il programma di quest’anno è rivolto ai 30 giovani professionisti di Sorgenia, di età compresa tra i 24 e i 30 anni, chiamati a lavorare insieme attorno ai concetti di innovazione e design, con tre elementi didattici e progettuali di riferimento:
• Cooperate Through design
• New Digital
• Phygital Working/Growing

La direzione scientifica del progetto vede coinvolti il Professor Federico Frattini del gruppo di ricerca Energy and Strategy del Politecnico di Milano, gruppo di riferimento nazionale e internazionale per l’innovazione e la strategia nel comparto energy & utilities, e il Professor Emilio Bellini, co-founder di Leadin’Lab, il Laboratorio di Leadership, Design and Innovation del Politecnico. Una collaborazione sinergica grazie che contribuisce alla definizione dei contenuti con l’obiettivo di mettere insieme le diverse anime attraverso le quali può essere declinata l’innovazione, e i diversi expertise scientifici e didattici.

Qual è la caratteristica principale del programma di quest’anno?

Si tratta di un programma in linea con il contesto storico del Paese e del mercato, e soprattutto in linea con i principi e i valori espressi nel Trilobo Sorgenia, che guardano non solo verso i clienti e le comunità esterne, ma anche verso tutte le persone che collaborano all’interno dell’azienda. Con i direttori scientifici e insieme al management Sorgenia ci siamo interrogati su come fare educazione manageriale nel New normal e nel Next normal, dando alle persone l’opportunità di crescere e apprendere nel mutato contesto. Si tratta così di attività digitali che però sono impostate per facilitare il confronto, e in questo al MIP siamo stati agevolati dal fatto che avevamo già programmi molto complessi e articolati, come gli MBA ed Executive MBA che fin dalla loro origine sono stati progettati per essere digitali. Quando è arrivata l’emergenza siamo quindi riusciti a fare leva su un’esperienza precedente già consolidata. In aggiunta a questo, un altro elemento che caratterizza il nostro approccio è l’essere orientati alla progettazione.

Oltre a sviluppare le capacità di analisi, e quindi saper leggere il contesto competitivo, diamo un forte supporto anche a quelle di visione, partendo da nuove modalità di interazione con i clienti e di interpretare l’energia, con una serie di attività che portano alla progettazione concreta di servizi, prodotti e partnership che possono trovare applicazione sul mercato.

Come si sviluppa questo percorso di formazione?

La durata complessiva del programma è di circa sei mesi, si conclude prima dell’estate, ed è suddiviso in quattro challenges, ognuna delle quali dura 30 giorni:

  • La prima approfondisce i temi legati all’innovazione di significato
  • La seconda le sfide dell’energia e del contesto utilities
  • La terza i temi della creazione di valore e delle partnership
  • La quarta i temi del design thinking

Alle varie challenges è prevista anche la partecipazione del management di Sorgenia, mentre le attività si sviluppano su base settimanale. Ogni modulo ha un focus tematico diverso ma sempre orientato all’innovazione, all’energia e al valore per le persone, con un filo rosso, quello della creazione di valore per le persone e le comunità. I 30 giovani partecipanti hanno tutti un background, funzioni ed esperienze diverse: si tratta di persone entrate in azienda da tre o quattro anni, e che quindi costituiscono un valore fondamentale per la crescita dell’organizzazione. Nel formare i team siamo particolarmente attenti all’eterogeneità del background e delle funzioni, perché una delle caratteristiche principali dei progetti che hanno a che fare con l’innovazione digitale è sempre di più la cross-funzionalità.

Qual è il filo conduttore che ha caratterizzato la vostra esperienza pluriennale con Sorgenia?

Il percorso si è focalizzato sempre più, con il passare del tempo, su sfide di business concrete: all’inizio l’approccio era soprattutto quello di fornire stimoli di lavoro, ma non necessariamente di stabilire un legame stretto con la situazione del mercato. L’anno scorso è stato quello in cui questa scelta è stata più netta, gli stessi ragazzi hanno voluto far capire quanto avrebbero potuto rendersi utili, partendo dai principi e dai valori condivisi. La presenza dei manager all’apertura e alla chiusura del percorso ha inoltre dato loro uno stimolo in più, innescando le possibilità per una conoscenza reciproca più forte, con i ragazzi che hanno potuto avere più chiara l’dea di cosa voglia dire essere giovani manager in Sorgenia.

Che feedback ricevete dai partecipanti al percorso di formazione?

Nelle attività che svolgiamo il filo diretto con i ragazzi è una costante. Chiediamo spesso come gestiscono e come sentono i contenuti, e nonostante il periodo difficile e il carico di lavoro in più li vediamo molto ingaggiati. Mi pare che apprezzino in modo particolare la possibilità di apprendere dal lavoro in gruppi, situazioni in cui imparano a collaborare e a innescare dinamiche nuove che li aiutano a ottenere insieme i risultati. In più ogni anno cerchiamo di fare tesoro delle indicazioni che abbiamo avuto durante l’anno precedente. La stessa Sorgenia è particolarmente attenta a raccogliere gli stimoli e i suggerimenti delle generazioni più giovani, da cui possono arrivare spunti importanti per nuove progettualità.

Cosa insegna questa esperienza sull’importanza della collaborazione tra atenei e aziende?

La Business School del Politecnico, il MIP, è un consorzio della cui compagine societaria fanno parte, oltre al Politecnico di Milano, anche 23 aziende leader, sia italiane che multinazionali: la vicinanza con le imprese è fondamentale ed è uno scambio che funziona in entrambe le direzioni, un arricchimento reciproco. Il MIP è un’organizzazione che vive anche della sua capacità di essere a contatto con il mondo delle imprese e della società civile. Questo genere di partnership arricchisce molto anche noi e ci permette di essere docenti migliori per i nostri studenti, che possono così essere in contatto con quello che avviene nel mondo del lavoro. Il saper fare innovazione è una caratteristica di chi riesce a muoversi tra mondi diversi e approcci scientifici complementari.