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Social media marketing, i consigli utili per le imprese

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La comunicazione aziendale si sta evolvendo rapidamente, tra l'utilizzo di app, device mobili e partecipazione degli utenti. Siamo andati alla terza edizione del SMMDAY di Milano per saperne di più

I social media sono uno strumento ormai consolidato per la comunicazione di molte aziende. Non solo per valorizzare il proprio brand, ma anche per monitorare la propria reputazione, avvicinarsi ai propri clienti o gestire i problemi in tempo reale. Ma come fare effettivamente a creare, implementare e gestire una strategia di comunicazione attraverso i social media, tenendo conto della diversità intrinseca di ogni azienda?

 

È stato questo il tema portante della terza edizione del Social Media Marketing Day che si è tenuto il 25 giugno a Milano: dalla crescente importanza delle app e dei device mobili nei consumi degli utenti al Customer Relationship Management attraverso i social media, dalla tutela innovativa della salute fino all'e-commerce, attraverso il contributo di 16 relatori provenienti dalle realtà aziendali più disparate, la giornata è stata utile nel fornire un quadro completo di come sta cambiando rapidamente questo settore.

 

“Content is the king, distribution is King Kong”. Uno degli slogan più ricorrenti della giornata è anche uno dei più efficaci per comprendere il ruolo dei canali di comunicazione, in particolare quelli social, fermo restando la centralità del contenuto di qualità. “I social media stanno diventando nuovi motori di ricerca - ha spiegato nel suo speech introduttivo Andrea Albanese, organizzatore del SMM Day - Basti pensare a quanti utenti arrivano alle notizie attraverso Facebook o Twitter, ma anche agli acquisti, fino all'hashtag che permette una ricerca multi piattaforma”.

 

Il passaggio da una comunicazione B2B (Business to Business) ad una B2C (Business to Consumer) si accompagna ad una linea con uno scambio di informazione P2P (person to person) sempre più intenso. Questo per le aziende si traduce in una serie di opportunità che, se sfruttate con intelligenza e i giusti mezzi, possono dare ottimi risultati. Da Elisa Finocchiaro di Change.org a Federico Smanio (direttore marketing di Lega Calcio Serie B), da Renato Vichi di Unicredit a Daniele Chieffi di Eni, fino a Federico Luperi di Adnkronos, il filo rosso che ha legato i 16 interventi così diversi tra loro è stato il progressivo connubio tra digitalizzazione, personalizzazione e “umanizzazione” dei processi comunicativi. Se è vero che il contenuto di qualità resta importante nell'informazione come nella comunicazione aziendale, non bisogna mai perdere di vista il contatto personale con il proprio target di riferimento. In pratica la disintermediazione tipica della comunicazione 2.0 non si traduce in un allontanamento tra azienda e cliente, anzi può rafforzarne attraverso un uso intelligente dei social media.

 

Elisa Finocchiaro, ad esempio, ha spiegato quanto sia importante saper raccontare la storia personale che c'è dietro ogni petizione che viene lanciata su Change.org, la cui forza emotiva può spingere più facilmente alla partecipazione degli utenti. Discorso simile, ma contesto diverso, per Federico Smanio che ha illustrato quanto sia stata vincente la scommessa di coinvolgere attivamente le tifoserie di serie B sui canali ufficiali, senza filtri: sviluppare una community di appassionati, migliorare la reputazione online della lega, instaurare un dialogo diretto con i fan promuovendone la partecipazione attiva, sono alcuni degli obiettivi principali che in poco tempo sono stati raggiunti con ottimi risultati.

 

Interessante anche lo speech di Daniele Chieffi sulla gestione della reputazione del brand con l'obiettivo di parlare ai propri stakeholder sia in maniera intermediata (attraverso i touchpoint non gestiti dall'azienda come i media mainstream) e disintermediata (tramite il sito istituzionale, blog aziendale o i touchpoint social). “Il nucleo principale del lavoro sta nel gestire la costruzione di significato da parte degli utenti a partire dal messaggio aziendale” ha spiegato il responsabile Web Media Relation di Eni, elencando le cinque azioni fondamentali: ascoltare il messaggio della proprio community attraverso un monitoraggio costante; analizzarlo per costruire una risposta efficace; decostruirlo e interpretarlo sulla base delle esigenze aziendali; adattarlo a seconda della piattaforma che è più consono utilizzare; infine raccontare il risultato attraverso uno sterytelling efficace.

 

Insomma, le imprese sono sempre più dirette verso un modello di comunicazione integrato e crossmediale che unisca l'autorevolezza istituzionale ai contributi del cliente-utente, il linguaggio e le dinamiche dei social alla formalità aziendale. Lo slogan “Everyone is a Communication Agency” in questo caso ne riassume perfettamente le potenzialità e l'importanza.