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Sistri, pubblicato il decreto che esclude le piccole e medie imprese

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Le aziende con meno di dieci dipendenti e quelle agricole che conferiscono gli scarti nei circuiti di raccolta non dovranno aderire al Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali

Le piccole e medie imprese italiane sono ufficialmente escluse dal Sistri, il Sistema di tracciabilità dei rifiuti, in vigore dallo scorso ottobre per tutte le aziende e gli enti che si occupano di gestione di questi di scarti. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca galletti, ha infatti firmato alla fine della scorsa settimana il decreto che prevede l’obbligo di adesione al Sistri solo per i soggetti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che abbiano più di dieci dipendenti.

Non solo. Ne sono escluse anche tutte le imprese agricole che conferiscono gli scarti prodotti nei circuiti organizzati di raccolta. Il testo chiarisce anche le modalità di gestione dei trasporti intermodali ed altre disposizioni di semplificazione, oltre a prorogare fino al 30 giugno 2014 il versamento del contributo annuale. “Venendo incontro alle giuste richieste dei piccoli produttori – ha commentato il ministro Galletti – oggi introduciamo una prima importante semplificazione, rendendo il sistema più ragionevole e meno burocratico ma rafforzando allo stesso tempo i principi inderogabili che sono alla base del progetto, ossia il contrasto alle ecomafie e la difesa dell’ambiente attraverso il controllo informatico dei rifiuti pericolosi”.

In sintesi, devono iscriversi al Sistema di tracciabilità dei rifiuti solo le imprese e gli enti con più di dieci dipendenti. Si ricorda che dal primo ottobre 2013 l’obbligo è scattato per produttori di questo tipo di scarti con più di dieci dipendenti e per gli enti e le aziende che li gestiscono. Per tutti gli altri il termine è stato fissato per il 3 marzo 2014. Tutte le imprese coinvolte sono inoltre esonerate dal pagamento della quota di iscrizione per tutto il 2013. Ad essere interessati, dunque, sono, in primis, gli impianti di stoccaggio e/o trattamento dei rifiuti pericolosi, le imprese di trasporto e quelle che effettuano commercio ed intermediazione di questo tipo di sostanze.

Il Sistri era nato nel 2009 su iniziativa del dicastero di via Cristoforo Colombo per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali e industriali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania. Oltre a semplificare le procedure e gli adempimenti riducendo i costi delle imprese, il sistema in questione gestisce in maniera innovativa, efficace e trasparente un processo complesso e spesso alle prese con problemi di illegalità e non conformità alla normativa vigente . “Ho convocato per fine mese – ha fatto sapere infine Galletti - il tavolo di monitoraggio e concertazione con le associazioni interessate per approfondire l’introduzione di ulteriori norme di semplificazione”. 

 

@Idart87

 

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