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Siamo tutti diversamente normali e a noi piace!

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Anche quest’anno abbiamo partecipato ai Giochi senza Barriere, l’evento che ogni anno si trasforma nel baluardo dell’inclusione

“Avete reso possibile l’impossibile”. Con queste parole, Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ha inaugurato la nona edizione dei Giochi senza Barriere. Una serata unica per raccontare come lo sport possa trasformarsi in un veicolo di inclusione e partecipazione. La notte dove nessuno è considerato come “diverso”, non esistono “disabili” e non esistono “normodotati”. Una notte in cui si mescolano solo il divertimento, i sorrisi e il superamento dei propri limiti.

Quello che abbiamo vissuto la notte del 12 Giugno ci ha ricordato che la disabilità non va osservata con tristezza, anzi, va raccontata e vissuta con lo stesso sorriso con cui Bebe Vio affronta tutte le sfide.

Otto squadre, capitanate da volti dello sport e dello spettacolo, si sono sfidate a colpi di tazze da tè, lancette di orologi e farfalle colorate nella stupenda cornice dello Stadio dei Marmi di Roma. Lo stadio è la sede che da oltre quattro anni ospita l’evento organizzato dall’Associazione art4sport, fondata dai coniugi Vio, che fa luce sulla disabilità e promuove lo sport come terapia per migliorare la vita dei ragazzi amputati.

 

  

UNA SERATA A TEMA “ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”

Per i Giochi senza Barriere di quest’anno, l’associazione art4sport ha scelto il claim “Siamo tutti stranamente normali”. Un motto che sradica l’accezione negativa di “diversità” e punta a descrivere come la disabilità sia bella da raccontare e condividere sempre, non solo in un mondo ideale.

Per farlo hanno scelto il leitmotiv di “Alice nel Paese delle meraviglie”, il famoso romanzo di Lewis Carroll che narra di alcuni dei personaggi più strambi della letteratura mondiale, dal Bianconiglio al Brucaliffo, passando per la Regina di Cuori e il Cappellaio Matto.

“I personaggi di Alice in Wonderland erano quelli che se la godevano di più, anche se erano considerati i più matti - come ha raccontato Bebe in un’intervista -. Abbiamo scelto proprio questo tema per raccontare che siamo tutti uguali e ci divertiamo tutti insieme”. Esattamente come durante il folle banchetto del tè nel bosco che tutti da bambini abbiamo visto nel cartone animato o abbiamo letto nel racconto di Carroll.

 

OTTO SQUADRE SI SONO SFIDATE TRA TEIERE E FARFALLE 

I Giochi si sono svolti all’interno di una scenografia mozzafiato, resa grandiosa anche dall’amichevole partecipazione di Marco Balich, famoso ideatore delle spettacolari cerimonie olimpiche. Carte da gioco, cuori, teiere, bruchi, erano questi gli elementi essenziali che hanno animato la serata, tra la curiosità e lo stupore del pubblico presente allo Stadio dei Marmi.

La scenografia ha dato vita ai 5 giochi che hanno visto scontrarsi 8 squadre provenienti da Milano, Treviso, Livorno, Fano, Assisi, Roma, Oristano e, per la prima volta, New York. 

I vincitori? Per il terzo anno consecutivo è stata la squadra che portava la bandiera di Sorgenia, in questa edizione con il nome della città di Fano e le maglie color arancione.

L’appuntamento è alla prossima edizione dell’evento che grida a gran voce: “Le barriere e i pregiudizi? Noi li saltiamo!

 

Immagine di Copertina: Augusto Bizzi