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Scacchi & AI protagonisti delle Colazioni Digitali

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A parlarne, durante l’appuntamento del 5 luglio, sarà Barbara Pernici, medaglia d’oro alle Olimpiadi degli scacchi del 1982 che oggi è professore di sistemi per l’elaborazione delle informazioni al Politecnico di Milano

L’intelligenza artificiale applicata agli scacchi vanta una storia lunga quasi quanto quella dei computer. Che con i sistemi di calcolo più complessi e gli algoritmi di ultima generazione ha ormai sancito la supremazia delle macchine. Tra le persone più titolate a spiegarlo c’è la protagonista del prossimo appuntamento con le Colazioni Digitali di Sorgenia, Barbara Pernici, che dal 1993 è professore ordinario di Sistemi per l’elaborazione delle informazioni al dipartimento di Elettronica, Informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano. 

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LA SFIDA TRA UOMO E MACCHINA... 

L’appuntamento del 5 luglio, dedicato al tema “Scacchi & AI”, organizzato in collaborazione con Corriere Innovazione, sarà l’occasione per fare il punto sull’eterna battaglia tra uomo e macchina che si cimentano sulla scacchiera tra pedoni, torri, cavalli, alfieri, re e regine. Una sfida iniziata a cavallo tra il 1940 e il 1950, di cui si occupò tra gli altri Alan Touring, considerato uno dei padri dell’intelligenza artificiale, e passata poi per il Mac Hack IV (1967), che in quattro tornei amatoriali vinse soltanto tre partite su diciotto. Con il passare del tempo, i programmi sono diventati sempre più efficienti. Ne è la prova la storica sconfitta, avvenuta il 2 febbraio 1996, di un campione del mondo come Garry Kasparov contro Deep Blue, il computer prodotto dall’IBM progettato per giocare a scacchi. Kasparov, nei successivi cinque match, riuscì a ribaltare il risultato, portando a casa la vittoria. 

 

...E QUELLA TRA MACCHINA E MACCHINA 

Già nel 2006 le parti si invertiranno, e il grande maestro russo Vladimir Kravnik registrerà una sconfitta per 4 a 2 da Deep Fritz, programma progettato in Germania. Oggi la sfida ha tagliato fuori gli uomini, e si svolge tra i computer scacchistici tradizionali e i sistemi guidati dall’intelligenza artificiale: nel 2017 in una serie da 100 partite tra Alpha zero di Google (algoritmo di intelligenza artificiale che sfrutta il machine learning) e una versione aggiornata del software Stockfish si è conclusa con 28 vittorie per il primo e 72 patte.  

 

IL PUNTO DI VISTA DI UNA CAMPIONESSA OLIMPICA 

Ma perché un docente del Politecnico è così autorevole in materia? Perché Barbara Pernici è una delle due campionesse olimpiche che l’Italia abbia mai avuto negli scacchi: si aggiudicò la medaglia d’oro individuale femminile in prima scacchiera nel 1982 a Lucerna, in un’impresa riuscita dopo di lei soltanto lo scorso anno, nel 2018, a Marina Brunello, che ha vinto in quarta scacchiera alle olimpiadi di Batumi, in Georgia.

Prima di quell’affermazione Barbara Pernici aveva vinto cinque campionati italiani assoluti femminili, nel 1974 a Coloretta di Zeri, nel 1977 a Cattolica, nel 1978 a Latina, nel 1979 a Bratto e nel 2981 ad Amelia. 

 

LA CARRIERA ACCADEMICA 

Dopo l’oro olimpico inizia per Barbara Pernici la carriera accademica, con la prestigiosa laurea in Computer science a Stanford, conseguita dopo quella in ingegneria elettronica proprio al PoliMi. Una storia, quella di Barbara Pernici, che ha visto quindi procedere affiancati la passione per gli scacchi e quella per i computer, come dimostrano tra l’altro le due memorie che ha pubblicato proprio in occasione del primo e del secondo Convegno internazionale "L'intelligenza artificiale e il gioco degli scacchi” (“Tecniche di intelligenza artificiale per il gioco degli scacchi” nel 1982 e “Test per la valutazione dei calcolatori che giocano a scacchi” nel 1983).