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Rifiuti speciali, al via il Sistri per 17 mila aziende italiane

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Parte dopo 4 anni il sistema digitale di tracciabilità degli scarti pericolosi per i loro trasportatori e gestori. Per tutti gli altri avvio entro il 4 marzo 2014

Il Sistri, il sistema digitale di tracciabilità dei rifiuti speciali pericolosi, è ai nastri di partenza. Da oggi, primo ottobre, verrà monitorato in tempo reale il traffico degli scarti non urbani, attraverso la semplificazione di procedure e di adempimenti per le imprese impegnate in queste attività, con conseguente riduzione dei costi per il loro trattamento. L’avvio è però limitato ai trasportatori e gestori di rifiuti pericolosi, siano essi enti pubblici o aziende private impegnate a titolo professionale, o che effettuano operazioni di recupero, commercio e intermediazioni degli stessi.

 

Tutti gli altri, e cioè i produttori iniziali, insieme ai Comuni e alle imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania, inizieranno solo a partire dal 3 marzo 2014, salvo eventuali proroghe. Sono pertanto circa 17 mila i soggetti interessati , su un totale di 70 mila. Tra questi, si definiscono “nuovi produttori” gli utenti che  effettuano operazioni di trattamento, miscelazione e altre operazioni che modificano la natura del rifiuto, mentre è “ produttore iniziale il soggetto la cui attività produce rifiuti”, quindi enti, imprese, liberi professionisti, che nell’esercizio della propria attività economica genera, per l’appunto, scarti.

 

Previste anche sanzioni per chi è inadempiente: la non osservanza dei diktat del Sistri sarà irrogata solo in caso di più di tre violazioni commesse fino al 31 marzo 2014 per gli obbligati alla tracciabilità dal 1 ottobre 2013 e fino al 30 settembre 2014 per gli obbligati dal 3 marzo 2014. Tutte le imprese devono comunque ricordarsi di procedere al riallineamento per verificare lo stato dei dati anagrafici in possesso del sistema e la funzionalità dei dispositivi in loro possesso.

 

La storia del Sistri è piuttosto lunga e difficile. Nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente per permettere l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti industriali e speciali, avrebbe dovuto garantire in maniera innovativa, efficace e trasparente un processo complesso e  spesso alle prese con  problemi di illegalità e non conformità alla normativa vigente in materia.

 

Dopo 4 anni di stop, il sistema è finalmente pronto per partire e controllare la movimentazione degli scarti speciali dal loro trasporto ai siti di smaltimento. Non mancano le criticità, soprattutto dopo l’introduzione di alcune modifiche, di centrale importanza, apportate dal cosiddetto Decreto del Fare dello scorso agosto. Per questo il dicastero di Via Cristoforo Colombo ha messo a punto una circolare che chiarisca la procedura e soprattutto individui i soggetti interessati.