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Reverse Charge e partite Iva: le novità della Legge di Stabilità 2015

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L’obiettivo del provvedimento è prevenire le frodi fiscali e l’evasione connessa al versamento dell’imposta. Confindustria: “Intervento della Commissione europea per non estenderlo alla Grande Distribuzione”

Tra le novità più importanti per le partite Iva contenute nella Legge di Stabilità 2015, e che sta facendo parlare molto di sé, è il cosiddetto Reverse Charge. L’obiettivo di questo provvedimento è quello di prevenire le frodi fiscali e combattere l’evasione connessa al versamento dell’Imposta sul valore aggiunto. Si tratta, in poche parole, di un meccanismo di inversione contabile, già introdotto in Italia per regolare il commercio con l’estero e, dal 2012, il mondo dell’edilizia.

 

COME FUNZIONA IL REVERSE CHARGE

Il Reverse Charge, dicono gli esperti, è una “modalità di assolvimento dell’Iva in base alla quale il debitore di imposta è l’acquirente o il committente mentre il cedente emette la fattura senza addebitare l’imposta. La conseguenza di questa procedura consiste nel fatto che il cedente diviene creditore di Iva nei confronti dell’erario”. In altre parole, le imprese che effettuano alcuni tipi di operazioni, ancorchè paghino l’Iva ai propri fornitori, non la incassano dal cliente nei confronti del quale emettono la fattura, ma sono quest’ultimi obbligati a versarne l’imposta. In questo modo si dovrebbero ridurre, nelle intenzioni del legislatore, i margini di detrazione indebita o omissione dei versamenti. E' molto simile, per certi aspetti, al cosiddetto split payment

 

Per approfondire: Partita Iva e regime dei minimi: cosa cambia e cosa conviene

 

LE NOVITÀ DELLA LEGGE DI STABILITÀ 2015

La Legge di Stabilità ha esteso il Reverse Charge, previsto per legge già per le cessioni di oro di industriale, di fabbricati, di dispositivi a circuito integrato e per la vendita di cellulari funzionanti a frequenze specifiche, anche ad altri settori. In particole, il provvedimento interessa le prestazioni di pulizia, anche negli studi professionali, quelle di demolizioni e di installazione di impianti, e le azioni di completamento relative agli edifici. Inoltre, dal 2015 al 2019 sono previsti anche i trasferimenti di quote di emissione di gas a effetto serra, di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla Direttiva europea 2003/87/CE e le cessioni di gas e energia elettrica a un soggetto passivo rivenditore.

 

CONFINDUSTRIA: NO AL REVERSE CHARGE PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE

Un punto particolarmente discusso riguarda l’estensione del Reverse Charge per il versamento dell’Iva relativa alle forniture nei confronti della Grande Distribuzione. Al fianco di supermercati, ipermercati e discount alimentari si è schierata persino Confindustria, che ha invocato l’intervento della Commissione europea. “Le imprese italiane – si legge in una nota degli industriali -  sono molto preoccupate perché se la misura venisse autorizzata produrrebbe pesanti conseguenze finanziarie per tutti i fornitori della Grande Distribuzione Organizzata, considerata la mole di crediti IVA che matureranno”.