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Realtà Aumentata: cos’è e come può essere utile alle aziende

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È evidente che i consumatori sono pronti ad accettare questa nuova tecnologia, nata dal mix di atomi e bit

Uno dei trend tecnologici da osservare con più attenzione, anche per le sue implicazioni sociali e aziendali, è quello della Realtà Aumentata (o AR, Augumented Reality). Col termine si è soliti descrivere la possibilità, abilitata da hardware e software, di visualizzare elementi digitali sovrapposti ad uno spazio fisico, reale. Le prime applicazioni decenti per smartphone iniziarono a comparire nel 2009, ma solo oggi abbiamo hardware abbastanza potente per consentire quella velocità di calcolo tale da rendere fruibile questo mix di atomi e bit. Inoltre il successo planetario del gioco Pokémon Go, in cui le creature virtuali si materializzano nella realtà circostante, ha reso evidente che i consumatori sono pronti ad accettare questa nuova tecnologia.

Al momento i player che stanno puntando sulla Realtà Aumentata sono Google e Apple, mentre Facebook sta scommettendo sulla Realtà Virtuale, basata su un’immersione completa dell’utente in un “mondo di bit”, a patto di dotarsi di un’apposita attrezzatura (un visore e un PC potente).

Il primo prodotto abilitante la Realtà Aumentata partorito da Big G sono stati i Google Glass, gli occhiali per vedere informazioni sovrapposte a immagini reali. Presto, però, si sono dimostrati poco adatti per l’uso di massa e più utili in contesti aziendali, in cui i lavoratori mentre hanno le mani occupate possono consultare le informazioni mostrate sul visore e condividerle coi colleghi. 

Per esempio gli operai della General Electric usano i nuovi Google Glass Enterprise Edition per ricevere le istruzioni sulle attività da compiere, mentre stanno lavorando, dunque senza interrompere il flusso della catena di montaggio. Ciò ha portato a un incremento della loro efficienza tra l’8 e il 12%. Anche in un contesto come quello della logistica, DHL ha affermato che l’uso degli “occhiali intelligenti” ha determinato una diminuzione del 25% dei tempi di gestione dei magazzini perché gli ordini e la posizione degli oggetti da inviare appaiono direttamente a video. 

L’oggetto che abiliterà l’utilizzo di massa della Realtà Aumentata è lo smartphone, che ormai è un vero e proprio computer portatile, dotato di CPU/GPU sempre più potenti, oltre che di sensori e fotocamere in grado di “comprendere” e riprodurre la realtà circostante. Ma per sfruttare questo hardware c’è bisogno di uno strato software particolare. Quello di Google si chiama ARCore, quello di Apple è ARKit.  Entrambe le piattaforme, nelle mani di sviluppatori creativi, costituiranno le fondamenta per le applicazioni più interessanti nei settori più disparati.

In quelli militare o di protezione civile si stanno progettando app per fornire informazioni utili e in tempo reale agli operatori sul campo. In campo medico si pensa a software per consentire a medici ed infermieri di visualizzare le informazioni sul paziente e la mappa del suo sistema scheletrico e venoso.

L’impatto più immediato si potrebbe avere nell’istruzione, dove la realtà aumentata potrebbe mandare in soffitta molti pesanti libri di scuola. Google Expeditions è un progetto che dà agli studenti la possibilità di visualizzare collettivamente in classe quello che studiano: il funzionamento degli organi vitali, la struttura del DNA, i pianeti e così via. 

Nel frattempo, per avere un’idea di cosa è possibile realizzare, potete scaricare IKEA Place. Si tratta di un’app per iOs creata dalla multinazionale dell’arredamento, che permette di valutare l’acquisto di un oggetto, simulandone e visualizzando la sistemazione nel contesto casalingo. Il bello della realtà aumentata è che gli oggetti appaiono come tridimensionali ed è possibile girarci attorno, come se fossero reali. 

 

Con questo articolo comincia la collaborazione di Vincenzo Cosenza sul magazine di Sorgenia. Le analisi di quello che è considerato uno dei massimi esperti di comunicazione digitale in Italia arricchiranno l'offerta informativa di SorgeniaUp, che ha nel racconto dell'innovazione uno dei pilsatri fondanti della sua linea editoriale.

I contributi di Vincenzo Cosenza su questo magazine sono raccolti nella sua pagina autore.