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Raee, nel 2013 riciclato l’equivalente di sei Tour Eiffel e 105 mln di lattine

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Ferro, alluminio, rame e plastica riportati a nuova vita dal consorzio Ecodom: risparmiati 73 milioni di kWh di elettricità e 760 mila tonnellate di CO2

Oltre 56 mila tonnellate di rifiuti elettronici convertiti in materia prima seconda. Si chiude con il segno positivo il bilancio 2013 delle attività di recupero del consorzio Ecodom, attivo nella raccolta e nel riciclo degli elettrodomestici a fine ciclo di vita. Ferro, alluminio, rame e plastica le sostanze riconvertite, pari a quelle contenute in 6 torri Eiffel, 105 milioni di lattine per bibite, 2.800 chilometri di fili elettrici e 6 miliardi di mattoncini Lego.
 

I TAGLI ALLA CO2

Nel 2013 Ecodom ha gestito circa un terzo dei Raee complessivamente raccolti in Italia. Il vantaggio economico e ambientale di tale recupero è stato triplo: oltre alla materia prima, sono state risparmiati almeno 73 milioni di chilowattora di energia elettrica (pari a quelli che consuma una metropoli come Milano in 13 giorni) e tagliate le emissioni di anidride carbonica per circa 760 mila tonnellate (quanto consumerebbero 368.345 auto utilitarie che percorrono 15.000 chilometri in un anno). Tanto in più, infatti, sarebbe costata l’estrazione dalla fonte della stessa quantità di ferro, alluminio, rame e plastica riciclata dal consorzio.
 

LE AREE PIÙ VIRTUOSE

 Tre le regioni italiane dove si è recuperato di più. Il primato nazionale spetta alla Lombardia, dove Ecodom ha recuperato 13.722 tonnellate di apparecchiature e tagliato 132 mila tonnellate di CO2; seguono la Toscana (7.127 tonnellate) e l’Emilia Romagna (7.086 tonnellate). A livello di città sul podio troviamo, nell’ordine, Milano, Roma e Treviso dove il consorzio ha raccolto rispettivamente 5.064, 3.029 e 2.746 tonnellate di rifiuti elettronici.
 

ECODOM: “RISULTATO IN LINEA CON GLI ULTIMI ANNI”

 I dati medi di raccolta non variano molto rispetto a quelli del 2012. In generale, ha ricordato Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom, “la diminuzione del valore delle materie prime seconde ha reso i Raee meno appetibili per tutti quei soggetti interessati più al profitto che all’ambiente”.  
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