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Quantitative Easing: ecco le conseguenze per imprenditori e risparmiatori

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Ad un mese dal lancio della manovra finanziaria, Mario Draghi ha illustrato gli effetti positivi di questo strumento, con un aumento dei flussi di credito verso le imprese e ripresa dell’export

Il Quantitative Easing procede a gonfie vele e i suoi effetti benefici sono già visibili a tutti. Così Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha applaudito alla misura messa in campo in tutta l’Eurozona, sottolineando come, in questo modo, la ripresa economica abbia subito una significativa accelerazione. Niente fine anticipata del programma, dunque, che continua in linea con i volumi annunciati di 60 miliardi di euro al mese.

 

Per approfondire: Quantitative Easing: quali effetti sulle pmi italiane?

 

CRESCITA DEI FLUSSI DI CREDITO VERSO LE IMPRESE E RISCHI PIÙ BILANCIATI

I risultati già tangibili del QE sono, secondo l’ex governatore della Banca d’Italia, l’allentamento delle condizioni e dei costi di finanziamento e l’aumento dei flussi di credito verso famiglie e imprese, a fronte di una domanda di credito aumentata notevolmente. I rischi di conseguenza sono diventati più bilanciati e la crescita sta aumentando. La misura resterebbe in vigore, nelle intenzioni degli esperti, almeno fino a settembre 2016. Si ricordi che si tratta di manovra monetaria non convenzionale attraverso la quale la banca centrale (in questo caso quella europea) punta al rilancio dell'economia, stampando moneta per immettere liquidità nel sistema finanziario ed economico, acquistando titoli di Stato o di altro tipo che non rendano però sotto il -0,2%.  In poche parole, viene facilitata la trasmissione di denaro dalle banche alle imprese.

 

EMISSIONI OBBLIGAZIONARIE E QE

Tra le novità annunciate dall’Eurotower c’è la decisione di ampliare la platea delle agenzia del settore pubblico le cui emissioni obbligazionarie possono rientrare nel QE, includendo anche la Cassa depositi e prestiti italiana. Tuttavia, ad un mese dall’avvio della manovra, non mancano le proteste da parte di imprese e risparmiatori. Quali sono le conseguenze immediate su queste categorie?

 

CONSEGUENZE E RSICHI PER IMPRENDITORI E RISPARMIATORI

Teoricamente, con il QE i soggetti titolari di imprese dovrebbero essere i più agevolati, con una maggiore facilità di accesso al credito. Inoltre, svalutando l’euro, agevolerà di molto l’attività delle aziende stesse, incrementando utili e ricavi, con una forte spinta verso le esportazioni. La misura ha infatti indebolito significativamente l’euro e il conseguente deprezzamento della Moneta Unica sta già favorendo l’export europeo.

Maggiore attenzione devono invece prestare i piccoli risparmiatori, che investono parte dei propri averi: in questo caso, il QE rende meno convenienti BoT e titoli di Stato a breve scadenza e gli strumenti di risparmio in generale. Il pericolo maggiore consiste nel fatto che, abbassando la misura tassi e rendimenti, faccia di conseguenza alzare il livello di rischio per ottenere un rendimento finanziario. Tra le conseguenze più importanti del QE c’è anche l’abbattimento del costo nominale dei mutui. Ne è una conferma il fatto che in Italia sia i tassi fissi che quelli variabili sono ai minimi storici. In generale la manovra avrà un effetto positivo per i mutui stessi, dal momento che spinge verso l’alto l’inflazione abbassandone in futuro il costo reale.