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Pmi, partite Iva in calo e sotto la soglia di povertà

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Secondo uno studio della Cgia di Mestre l'assenza di ammortizzatori sociali e il calo della domanda interna sono le cause della crisi che colpisce i lavoratori autonomi

Il 24,9% delle partite Iva vive sotto la soglia di povertà con una disponibilità economica inferiore a 9.455 euro. È quanto emerge da un'analisi della Cgia di Mestre che fotografato lo stato dei lavoratori autonomi.

 

AMMORTIZZATORI SOCIALI

Secondo il rapporto, la precarietà nel mondo del lavoro si concentra soprattutto tra il popolo delle partite Iva. A differenza dei lavoratori dipendenti, che in caso di perdita del posto fisso possono ricevere un'indennità di disoccupazione, un autonomo è costretto a ritrovarsi senza il cosiddetto paracadute o ammortizzatore sociale. Sono tanti i lavoratori “in proprio” che dal 2008 a oggi sono stati costretti a chiudere e rimettersi un gioco, una sfida talvolta impossibile a causa dell'età e delle difficoltà congiunturali che costituiscono una barriera.

 

CALO DELLA DOMANDA INTERNA

La crisi delle partite Iva è dettata anche dal calo delle domanda interna, che ha contribuito in maniera determinante al peggioramento delle condizioni economiche degli autonomi. Gli artigiani, i piccoli commercianti e i liberi professionisti, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi vivono dei consumi delle famiglie: il crollo di questi ultimi ha causato una caduta verticale del fatturato di moltissime attività che hanno chiuso i battenti. Fortunatamente, i dati relativi al primo semestre del 2015 fanno intravvedere un tiepido raggio di sole.

 

I NUMERI DELLA CRISI

Dall'inizio della crisi a oggi è sensibilmente diminuito il numero di piccole e medie imprese. Il calo è di circa 260mila unità, pari al 4,8%. Invece, i lavoratori dipendenti sono scesi del 2,4%, pari a 408mila unità.

La contrazione peggiore si è registrata in Emilia Romagna (-14,6%), seguita da Campania (-13,7%) e Calabria (-13,3%). In controtendenza il Lazio (+10,1%) e il Veneto (+5,3%).

In generale, la riduzione più importante si è verificata nel Mezzogiorno (-7,5%), segue il Nordest (-5,8%) e il Nordovest (-5,3%), il Centro invece registra segnali positivi (+1%).

 

VENETO E LAZIO IN CONTROTENDENZA

"Non è da escludere che l'incremento registrato in Veneto sia in buona parte dovuto alle decisioni prese da molte aziende che, a seguito della crisi, hanno trasformato il rapporto di lavoro di molti dipendenti in forme di impiego autonomo, invitando molte persone ad aprirsi la partita Iva – commenta Paolo Zabeo, coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Mestre. - Nel caso del Lazio, invece, il dato si accompagna al contesto regionale, dominato dall’economia dei servizi che ha superato meglio le difficoltà di questi anni, permettendo una crescita e di conseguenza un deciso incremento occupazionale anche degli autonomi”.