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Pmi: ecco i 10 primati italiani in Europa

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Dalla manifattura all'export, dal turismo all'agroalimentare: il report di Fondazione Symbola e CNA mette in luce le eccellenze dell' imprenditoria nostrana

 Creatività, innovazione, cultura: la competitività del Made in Italy passa anche attraverso queste tre parole chiave che caratterizzano le piccole e medie imprese italiane. Una serie di segnali e dati positivi consegnano una fotografia rassicurante della piccola imprenditoria italiana, attraverso lo studio pubblicato il 13 aprile da Fondazione Symbola e CNA dal titolo “Le Pmi e la sfida della qualità: un'economia a misura d'Italia”.

 

PMI NEL DNA ITALIANO

“Le pmi sono nel dna del nostro Paese” ha dichiarato Ermete Realacci durante la presentazione ed è su questo patrimonio genetico, consolidato nel nostro tessuto economico, che bisogna puntare: su 65.481 aziende italiane innovative, l'80% conta meno di 50 dipendenti, segno che l'innovazione non dipende dalla grandezza o dal patrimonio di un'impresa. Un'attitudine alla creatività e al “saper fare” che ha portato l'Italia ad assumere posizioni di rilievo internazionale nel settore dei brevetti, salendo sul podio in 22 classi su 32 in totale per il numero di progetti depositati, davanti a Francia e Regno Unito e dietro solo alla Germania. L'impiego di professioni creative è diffuso per oltre il 58% nelle pmi nostrane, unito ad una forte vocazione “green” che dalla fine del 2014 riguarda il 51% delle aziende che all'interno della loro organizzazione portano avanti almeno un'attività eco-sostenibile.

 

MANIFATTURA, EXPORT E QUALITA'

Il settore manifatturiero e quello legato ai servizi sono tra le eccellenze italiane sulle quali investire anche in un'ottica internazionale, incrementando il valore delle esportazioni. È proprio sull'export che si concentra una fetta consistente dello studio: in Italia, più che negli altri paesi europei, si segnala l'effetto traino delle pmi nell'esportazione di prodotti, soprattutto nella manifattura. Basti pensare che tra le 88.952 imprese manifatturiere esportatrici italiane, quasi 80mila hanno meno di 50 dipendenti, mentre sono 44.749 quelle con meno di 10 addetti, a fronte di 24.209 presenti in Germania. Il report traccia anche una mappa delle pmi che vendono di più in Europa: una su quattro è italiana (25,3%) mentre quelle tedesche sono il 14,5% seguite dalle francesi (7,8%), le britanniche (6,9%) e in chiusura le spagnole (6,1%).

Si tratta di saper prendere coscienza dell'importanza racchiusa nel binomio territorio-patrimonio artistico e culturale, per valorizzarla e portarne i frutti anche all'estero puntando sulla qualità. Ad esempio le filiere territoriali dell'artigianato in zone come Brescia e Bergamo hanno fatto di queste due province un primato europeo per valore assoluto, davanti al distretto tedesco di Wolfsburg (cuore pulsante della Volkswagen).

 

I 10 PRIMATI DELLE PMI ITALIANE IN EUROPA

Per rendere più chiara l'incidenza delle pmi nell'economia sia nostrana che europea, Fondazione Symbola e CNA hanno stilato 10 punti in cui si riassume l'eccellenza italiana che si fa primato:

 

-Valore aggiunto nella manifattura: con 77,3 miliardi di euro le pmi italiane le pmi italiane contribuiscono per oltre il 22% al valore aggiunto prodotto in Europa

- Effetto traino sull'export europeo

- Prodotti di qualità: negli ultimi 10 anni l'Italia ha visto un incremento dei valori medi unitari dei suoi prodotti rispetto a quelli di altri paesi europei, arrivando fino al 39%

- 255 prodotti al top della qualità mondiale: dall'agroalimentare alla meccanica, dalla moda al farmacologico il made in Italy vanta il maggior numero di prodotti con il valore medio unitario al mondo

- Innovazione: nell'ultimo trienni sono 65.481 le aziende italiane che hanno introdotto innovazioni nel processo di produzione o nel prodotto stesso, seconde solo alla Germania con 90.395 casi.

- Eco-efficienza: l'Italia è tra i primi paesi dell'Ue ad unire una forte vocazione ambientale nel sistema produttivo, con 104 tonnellate di anidride carbonica per ogni milione di euro prodotto e una riconversione verde dell'occupazione portata avanti dalle pmi

- Creatività e made in Italy vincono nei brevetti comunitari

- La filiera della cultura: sono 443.458 le aziende nel settore, quasi tutte con meno di 10 addetti. A questa filiera della cultura l'Italia deve 80 miliardi di euro, il 5,7% della ricchezza prodotta

- Turismo extra-europeo: l'Italia è il primo paese dell'eurozona per numero di pernottamenti di turisti extra-europei.

- Prodotti agroalimentari: sono 23 quelli che non hanno rivali sul mercato internazionale, mentre con altri 53 ci posizioniamo al secondo o terzo posto , nonostante contraffazioni e concorrenze sleali dell'italian sounding food