Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Pmi e social media: benefici e opportunità

  1. Home
  2. What's next
  3. Pmi e social media: benefici e opportunità

Dal customer care alle call to action di Facebook: le piccole e medie imprese alla prova con nuovi modi di gestire il proprio business.

Una comunicazione efficace è tra le basi fondamentali sulle quali si costruisce la buona gestione di un'impresa. Aspetto forse ancora più importante per le piccole e medie imprese che, al contrario delle grandi aziende o multinazionali, hanno nella comunicazione un maggiore gap da colmare in termini di brand, ma allo stesso tempo anche una grande risorsa.

Dopo aver parlato dell'utilità del corporate blog per le aziende e dei diversi tool di Google per la geolocalizzazione e la visibilità, c'è un ulteriore aspetto che va affrontato: in quali modi i social media possono aiutare l'impresa nel suo lavoro? Le risposte sono diverse, ma in questa sede ci occuperemo essenzialmente di due fenomeni: il social costumer care e il social commerce.

 

SOCIAL CUSTOMER CARE

L'assistenza è un settore che si è evoluto rapidamente negli ultimi anni, adattandosi a seconda dei casi alle nuove esigenze dei clienti-utenti. Tempestività, qualità, efficacia sono sempre parole chiave per l'assistenza clienti, ma declinate oggi secondo le dinamiche che il web 2.0 porta con sé: condivisione, comunità, conversazione. Così il customer care da servizio “passivo” può diventare “attivo” tessendo una rete di rapporti tra l'azienda e i suoi clienti, instaurando con loro un dialogo tramite i canali social, arrivando nei casi migliori ad anticiparne le richieste. E un cliente soddisfatto è anche un utente felice, quale migliore pubblicità per un'azienda? Attenzione però: il social customer care implica anche una maggiore trasparenza e visibilità delle politiche e dell'operato aziendale che, se non sono bene gestite possono diventare un'arma a doppio taglio. L'elemento “conversazione” in questo campo è particolarmente importante, sia per fidelizzare i proprio clienti sui propri canali (ad esempio una pagina Facebook dedicata), ma anche per inserirsi in altri contesti in cui poter individuare e aiutare potenziali clienti (attraverso un determinato hashtag su Twitter ad esempio).

Per approfondire: Trovare lavoro e talenti in rete, i segreti del Social Recruiting

 

SOCIAL COMMERCE

Per le pmi che si occupano di vendita di beni e servizi, i social ora costituiscono non solo una buona vetrina, ma anche un gancio per trasformare il traffico in vendite. In questo senso l'introduzione dei pulsanti che invitano alla call-to-action ne sono un efficace esempio: il cliente-utente, da semplice curioso su un prodotto pubblicizzato può passare all'acquisto effettivo grazie ai tasti “acquista ora” “compra subito”, ma anche “iscriviti”, “prenota ora” che Facebook ha lanciato negli USA lo scorso dicembre e nel resto del mondo a partire dal 2015. Anche Pinterest e Twitter si sono messi, ognuno in modo diverso, in questa direzione: addirittura il primo, grazie alla sua maggior componente visual e ad una crescita esponenziale, è stato stimato come il miglior canale di social commerce.

Il vantaggio per i social media è evidente: il traffico si trasforma in potenziali vendite, c'è un maggiore ritorno per gli investimenti, l'utente non lascia la pagina per effettuare l'acquisto. Ma per le aziende? Innanzitutto in Italia il fenomeno è ancora da approfondire, ma si può comunque notare l'aspetto positivo per quelle piccole aziende che utilizzano più i social che i portali online come strumento di condivisione: secondo un'indagine Istat sono il 293% contro il 10,3%. Dato che viene rafforzato dalla mancata occasione, da parte delle pmi, di incrementare le vendite online attraverso sistemi di ordinazioni sul proprio portale: solo l'11.5% tra loro lo ha fatto nel 2014, e solo il 7,3% ha venduto online nel 2013.

Leggi anche: Imprese e ICT, aziende connesse ma poco social