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Pmi e appalti pubblici, rivoluzione Ue in 3 mosse

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Agevolazioni per le imprese sostenibili, lotta alla corruzione e procedure digitali. Via alle misure previste delle direttive 23, 24, 25

Cambiano gli appalti pubblici in tutta Europa, Italia compresa. Le direttive 23, 24 e 25 aprovate dalla Commissione Europea impongono nuovi criteri di slezione a partire dal mese di aprile di 2016. Le nuove norme (presentate nel 2014) premiano le aziende, soprattutto le Pmi, attente alla sostenibilità ambientale e sociale, con un occhio di riguardo all'efficienza energetica. L'Europa, inoltre, pomette una nuuova stretta sulla corruzione, con parametri più rigidi. Infine, gli appalti saranno “full digital” entro il 2018. Pubblicazione, domande, accesso al bando e documenti da presentare: sarà tutto online.
L'obiettivo, ha chiarito Elzbieta Bienkowska, commissaria Ue all'industria e alle pmi, è quello di far si che i soldi dei contribuenti europei per gli appalti pubblici, circa 1,9 trilioni di euro all'anno ovvero il 14% del Pil europeo, siano spesi bene.
Ecco come cambiano le norme sugli appalti pubblici.

 

1 FAVORITE LE PMI SOSTENIBILI ED EFFICIENTI

Tra i criteri che le autorità pubbliche dei Paesi europei devono tenere in considerazione per l'assegnazione dell'appalto pubblico, diventano prioritari i principi di sostenibilità ambientale ed economica. Questo vuol dire che, ad esempio, la partecipazione ad un bando potrà essere riservata esclusivamente a quelle imprese che rispettano determinati criteri occupazionali, sociali o di tutela dell'ambiente, quali il passaggio alla green economy e ad un maggiore attenzione all'efficienza energetica. Lo scopo, oltre a quello di conformarsi alle direttive in vigore oggi, è anche quello di incentivare un'innovazione eco-sostenibile in diversi settori dell'economia nazionale ed europea.

 

2 STOP ALLA CORRUZIONE

Il secondo cambiamento introdotto dalle nuove regole europee nell'ambito degli appalti pubblici riguarda un maggiore rigore nel controllo dei partecipanti ai bandi di gara da parte delle autorità competenti. Si delinea così una vera e propria lotta alla corruzione, oltre che una precisa definizione del concetto di conflitto d'interesse applicato all'argomento in questione. Ciò presuppone un maggiore coordinamento tra le autorità nazionali e la Commissione europea, chiamati ad escludere quelle piccole e medie imprese che in passato hanno commesso irregolarità.

 

3 APPALTI PUBBLICI: ACCESSO DIGITALE ALLE GARE

Le nuove norme Ue hanno come obiettivo la rimozione degli ostacoli di carattere tecnico alla partecipazione da parte delle piccole e medie imprese. Le direttive sugli appalti pubblici prevedono infatti la digitalizzazione progresisiva di tutte le procedure da qui al 2018, anno in cui la publica amministrazione dirà addio al cartaceo. È prevista, inoltre, una suddivisione dei bandi in sottocategorie per semplificare le procedure.