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Pmi: dal Mise 15 milioni di euro per la diagnosi energetica

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Le aziende interessate possono presentare i loro programmi entro il 30 giugno 2015. Approvati anche gli schemi di accreditamento, predisposti da Accredia, per Esco, Ege e Sge

Quindici milioni di euro per le piccole e medie imprese italiane che vogliano fare una diagnosi energetica dei propri consumi. È questa la somma messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico e da quello dell’Ambiente per “il cofinanziamento dei programmi presentati dalle Regioni per la realizzazione di diagnosi energetiche e l’adozione nelle pmi di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001”. L’iniziativa, secondo le stime degli esperti, potrebbe coinvolgere ben 15mila aziende all’anno per un totale di altrettanti progetti di efficienza che potrebbero scaturire dalle diagnosi stesse.

 

LA SCADENZA PREVISTA PER IL 30 GIUNGNO 2015

La misura è prevista dalle norme di recepimento della Direttiva europea sull’efficienza energetica. Alle imprese interessate arriveranno 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che sosterranno la realizzazione delle diagnosi. C’è tempo fino al 30 giugno 2015 per presentare i programmi. L’iniziativa sarà replicata annualmente fino al 2020. Gli incentivi verranno concessi alle pmi operanti nei territori regionali e in quelli delle Province autonome, selezionate tramite apposito bando.

I programmi da presentare devono prevedere almeno un intervento di efficientamento energetico tra quelli aventi tempo di ritorno economico inferiore o uguale a 4 anni suggeriti dalla diagnosi, o a seguito dell’ottenimento della conformità del sistema di gestione dell’energia alla norma ISO 50001. È necessario che siano iscritte regolarmente da due anni nel Registro delle imprese e non abbiano già ricevuto contributi dai Ministeri interessati o dalla Commissione europea.

 

GLI INTERVENTI AMMISSIBILI PER IL FINANZIAMENTO

Le imprese beneficiarie, entro trenta giorni dalla fine degli interventi previsti dalla diagnosi energetica, che si ricordi deve essere effettuata da un organismo terzo e certificato, devono inviare alle Regioni il rapporto di diagnosi, la documentazione attestante i costi sostenuti e il verbale di cessazione dei lavori, che devono essere completati entro e non oltre 24 mesi dalla data di esecuzione del monitoraggio. Rientrano nella categoria di progetti finanziabili anche le spese sostenute dalle Regioni per la sensibilizzazione delle pmi sull’importanza di effettuare le diagnosi energetica, fino al 10% del costo complessivo di realizzazione del programma.

 

Per approfondire: Efficienza energetica e aziende: l'energy audit in ambito industriale


IL RUOLO DI ENEA E ACCREDIA

Il Mise, con la collaborazione di Enea, entro il 15 settembre, valuterà i vari progetti, stipulando convenzioni con gli enti territoriali interessati per l’attuazione del programma. È compito proprio dell’Enea mettere a disposizione delle Regioni un sistema informativo per la raccolta dei dati. Inoltre, con un provvedimento ministeriale, sono stati approvati gli schemi predisposti da Accredia di certificazione e accreditamento per la conformità alle norme tecniche relative alle Esco, agli Esperti in gestione dell’Energia e ai Sge, Sistemi di gestione dell’energia.