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Più rinnovabili per rendere competitiva l’economia

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Pubblicato il World Energy Outlook 2013 dell’Agenzia internazionale per l’energia: nel 2035 un terzo della domanda mondiale sarà coperta da fonti pulite

Il fabbisogno mondiale di energia è in aumento, soprattutto da parte dei Paesi emergenti, mentre la domanda si sposterà progressivamente dall’area atlantica all’est asiatico in particolare verso la Cina, che diventerà il primo importatore di petrolio. Sono alcuni dei dati del World Energy Outlook 2013 pubblicato dall’Agenzia internazionale per l’energia.

 

Il report annuale, presentato a Londra il 12 novembre, descrive lo scenario dell’energia mondiale fino al 2035. Tra le evidenze più significative c’è una nuova geografia del petrolio: le riserve di Nord America e Brasile ridurranno temporaneamente il ruolo dei Paesi OPEC, che torneranno ad essere i principali fornitori solo a partire dal 2020. I Paesi del Medio Oriente aumenteranno anche il consumo di gas, mentre il Brasile continuerà a fondare il proprio sviluppo sul carbone.

 

Affrontata anche la questione del prezzo dell’energia, considerato che la sua disponibilità è un elemento fondamentale per il benessere economico e la competitività degli Stati. Negli Usa oggi il gas costa un terzo dei prezzi all’importazione in Europa e un quinto del Giappone: le aziende di queste aree del mondo, inclusa la Cina, pagano l’elettricità fino al doppio dei loro concorrenti nordamericani. Secondo il World Energy Outlook la situazione resterà tale fino al 2035, con ovvie conseguenze in termini di strategie d’investimento e crescita dell’industria: gli Stati Uniti vedranno incrementare la loro quota di esportazione di prodotti ad alta intensità energetica mentre Ue e Giappone registreranno quasi certamente una flessione.

 

Saranno le tecnologie per l’efficienza energetica, sostengono gli esperti dell’Aie, lo strumento principale dei policy maker per gestire gli squilibri nel prezzo dell’energia: due terzi del potenziale economico rischia di rimanere non sfruttato da qui al 2035 se rimarranno in essere le attuali barriere di ingresso al mercato.

 

Nel report si parla, infine, di cambiamenti climatici. Fino al 2035 ci si aspetta un incremento del 20% delle emissioni di agenti inquinanti e un innalzamento delle temperature di 3,6 gradi centigradi. Il sostegno alle fonti rinnovabili – che nel mondo è stato pari a 101 miliardi di dollari nel 2012 – rimane di fondamentale importanza nello sviluppo delle economie future. La quota di rinnovabili sul totale dell’energia prodotta a livello mondiale salirà dal 20% del 2011 al 31% del 2035; eolico, solare, geotermico supereranno il gas come la seconda principale fonte già nei prossimi due o tre anni.

 

 “I grandi cambiamenti nella distribuzione e nella domanda mondiale di energia riflettono quelli economici”, ha detto il direttore esecutivo dell’Aie Maria van der Hoeven. “Abbiamo gli strumenti per affrontare l’evoluzione del mercato: i Paesi che sapranno anticiparla potranno avvantaggiarsi, al contrario di quelli che non interverranno con opportune politiche di sviluppo energetico”.