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Pescaria: acquisire nuovi clienti con l’aiuto di Facebook

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Un caso di successo è quello di questo innovativo “fast food del pesce”, fondato da Bartolo L’Abbate e Domingo Iudice, che propone piatti rielaborati dallo chef Lucio Mele

Fino a qualche anno fa i social media erano considerati come luoghi di contatto e di svago, poco adatti alla vendita. In verità, ancora oggi, molte aziende ne sminuiscono il valore sostenendo che sono al massimo adatti per aumentare la “brand awareness” ossia la conoscenza del marchio e dei prodotti. Inoltre si ritiene che solo le grandi aziende, spendendo migliaia di euro in pubblicità sono in grado di ottenere qualche risultato in termini di visibilità.

E’ sicuramente vero che le attività di social advertising, ossia il sostegno a pagamento dei post pubblicati sulle piattaforme social, sono ormai necessarie per aumentare la “portata” di un messaggio. Ma è altrettanto vero che un’oculata strategia di comunicazione e pubblicità può dare benefici anche alle piccole e medie aziende. A mio avviso sono proprio le piccole realtà imprenditoriali a poter sfruttare al meglio la potenza degli strumenti di advertising, che permettono micro-targettizzazioni locali.


Un caso di successo interessante è quello di Pescaria, un’innovativo “fast food del pesce”, fondato da Bartolo L’Abbate e Domingo Iudice, che propone piatti ispirati alla tradizione enogastronomica pugliese, rielaborati in chiave gourmet dallo chef Lucio Mele


La strategia di comunicazione è stata incentrata principalmente su Facebook anzitutto per il bacino di utenza che può vantare: oltre 30 milioni di italiani, ossia quasi la totalità delle persone che usano internet. L’altro canale di promozione utilizzato è stato Instagram, una scelta naturale visto il successo che riscuotono le immagini legate al cibo.

Il primo passo obbligato è stata la creazione di una pagina ufficiale in grado di restituire le informazioni di contatto e di far percepire la filosofia aziendale: l’attenzione al prodotto e la cura del cliente. Naturalmente i post hanno dato ampio spazio alle foto dei piatti più innovativi in modo da far crescere l’interesse e suscitare la richiesta di notizie più precise sull’apertura del primo punto vendita di Polignano a mare.

Per aumentare il coinvolgimento dei fan si è deciso di promuovere un concorso col quale si chiedeva ai visitatori un aiuto per scegliere il nome del nuovo locale.

L’azienda ha usato gli strumenti di advertising di Facebook in maniera scientifica. Nella prima fase pre lancio ha scelto come target dei messaggi pubblicitari un pubblico profilato su base geografica in un raggio di 10 km dal punto vendita. Poi, gradualmente, il target e l’area geografica sono stati ampliati per sondare il potenziale di località più distanti, nelle quali aprire nuovi locali.

Dopo l’apertura sono state usate anche le pubblicità dette “local awareness” che permettono di mostrare annunci mirati solo alle persone che transitano o hanno transitato recentemente vicino al punto vendita.

Domingo Iudice, responsabile della comunicazione, da me interpellato, consiglia alle piccole e medie imprese un investimento non necessariamente elevato ma commisurato al target che si vuole raggiungere. Ma soprattutto modulabile “in modo da essere maggiormente incisivi in periodi più difficili, in cui la comunicazione può essere di supporto”.

I risultati dell’investimento di Pescaria sono stati subito soddisfacenti. All’evento inaugurale sono accorse più di 500 persone, che hanno invaso la strada di fronte al ristorante. Facebook si è rivelata la fonte primaria di acquisizione di nuovi clienti, tanto che l’80% di essi ha scoperto il ristorante proprio grazie al social network. Ad oggi oltre 1700 persone hanno lasciato una recensione. Inoltre il primo panino mostrato su Facebook “Burrata e tartare di tonno” è diventato un bestseller, con 3000 unità vendute in un mese.

Il successo riscontrato ha subito incoraggiato i fondatori ad aprire un punto vendita a Milano, ma il prossimo obiettivo è - confessa Domingo Iudice - di diventare il ristorante con più like d’Italia.