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Partiamo dalle persone per creare Smart City efficienti

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La tecnologia non può essere un fine, ma deve rappresentare uno strumento per fornire servizi migliori che mettano al centro il cittadino. Il racconto dell'ultimo delle Colazioni Digitali

Considerare i dati come un’infrastruttura, una “rete” fatta di informazioni da cui partire per rendere le realtà urbane più “smart” e offrire nuove opportunità e servizi più efficienti ai cittadini. Per riuscirci, nell’era della digital transformation, sarà sempre più importante incoraggiare e sostenere partnership tra il pubblico e il privato, puntando all’integrazione tra i dati che vengono prodotti dai cittadini e dai servizi pubblici con le capacità innovative del privato. Il passo immediatamente successivo è la condivisione di soluzioni e best practice tra le città e le amministrazioni, in un’ottica collaborativa che consentirà e già oggi consente di accelerare il cambiamento e fare tesoro delle esperienze e dei progetti già realizzati con successo. 

 

Alla dimostrazione dell’efficienza e delle possibilità di questo nuovo modello è stato dedicata la tappa del 6 giugno delle Colazioni digitali” organizzate da Sorgenia in collaborazione con Corriere Innovazione, dedicato per l’occasione a “Smart city e smart citizens”. A raccontare le proprie rispettive esperienze e gli scenari di collaborazione sono state Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale del Comune di Milano e Francesca Bria, Chief technology e Digital innovation officer di Barcellona. A Massimo Sideri, responsabile editoriale di Corriere Innovazione ed editorialista del Corriere della Sera, il compito di introdurre l’appuntamento e moderare gli interventi nella sede  milanese di Sorgenia.

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BARCELLONA: L'ESEMPIO DI CITTÀ CHE SA FARE "RETE"  

Proprio del valore aggiunto che può venire dalla collaborazione tra città ha parlato nel suo intervento Francesca Bria: “La forza delle città consiste nel saper fare rete e nello scambiarsi esperienze e best practice. Il nostro compito - sottolinea la Cto della municipalità di Barcellona - è quello di partire dalle persone, non dalla tecnologia, per implementare servizi sempre più efficienti. A Barcellona sono stata fortunata, perché questa città ha sempre puntato sull’innovazione, anche in ambito urbanistico e architettonico. Grazie a questa sensibilità possiamo contare su una rete di sensori già dispiegata che ci consente di gestire in maniera “smart” l’irrigazione e l’illuminazione pubblica. E in più contiamo su un processo di partecipazione che ci consente di mettere il digitale al servizio della mobilità, della lotta al cambiamento climatico per il controllo delle emissioni di CO2, fino ai piani per il 5G e per i nuovi modelli di trasporto integrato. In tutto questo - prosegue - siamo chiamati a prestare la massima attenzione al trattamento dei dati personali dei cittadini, consentendo loro di decidere come possano essere usati i dati che generano, nel rispetto delle norme che regolano il settore, come la general data protection regulation europea”.

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MILANO: SERVIZI AL CITTADINO SEMPRE PIÙ SEMPLICI, IMMEDIATI E ALLA PORTATA DI TUTTI 

Sul principio che la tecnologia non possa essere un fine, ma debba invece rappresentare uno strumento per fornire servizi migliori che mettano al centro il cittadino è d’accordo anche Roberta Cocco, che nella giunta di Giuseppe Sala è arrivata lasciando un incarico da top manager in Microsoft: “Il sindaco mi ha chiamato per lavorare al piano di trasformazione digitale della città, che abbiamo pensato come se fossimo in un’azienda privata, lavorando per oltre due milioni di clienti ogni giorno, tra abitanti, turisti e persone lavorano a Milano: tutti soggetti che chiedono servizi. Un punto centrale della nostra strategia è il rinnovamento di tutte le infrastrutture, e a testimoniarlo c’è il fatto che a Milano ci sarà la più grande area di sperimentazione del 5G in Europa. A guidare la nostra attività c’è l’obiettivo che i servizi al cittadino diventino sempre più immediati, semplici e alla portata di tutti: ‘mobile first, one click’, mutuando una definizione di moda nel mondo anglosassone. Così abbiamo cambiato il sito del comune di Milano, mettendo al centro i servizi, e dopo i 18 mesi necessari per la migrazione abbiamo triplicato gli accessi, anche grazie al fatto che le nuove pagine web sono state pensate e ottimizzate per essere visualizzate sui dispositivi mobili, a partire dagli smartphone. L’obiettivo è che ogni cittadino milanese  abbia a disposizione un proprio fascicolo con tutte le informazioni che lo riguardano, dalla Tari alle multe fino ai certificati, e ogni trimestre aggiungiamo un nuovo pezzo a questo sistema”.

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DATA PROTECTION VS SMART CITY 

Quando si parla di dati e di nuovi servizi abilitati dalla loro analisi, uno dei temi centrali è quello della data protection: “Saranno i cittadini a controllare i propri dati - sottolinea Francesca Bria - con sistemi pubblico privati che governano l’infrastruttura. Potranno decidere quali mantenere privati, quali condividere e con chi: stiamo mettendo in campo un sistema granulare di accesso, utilizzando la blockchain e gli smart contract per creare un sistema di licenze per i dati. Per i nostri servizi ci basiamo sui principi della Gdpr: privacy, security ed etica by design”. 

Proprio nella gestione dei data e nella protezione dei dati personali il sistema pubblico si è dimostrato in Italia un’eccellenza rispetto al privato: “Sono rimasta particolarmente colpita nel vedere l’ansia e la crisi di alcune grandi società private nell’imminenza dell’inizio dell’applicazione del Gdpr - afferma Roberta Cocco - Invece il pubblico si è allineato in tempo e senza strappi, forse per l’attenzione con cui ha sempre trattato finora i dati che riguardano i cittadini. Quanto alla nostra amministrazione - prosegue l’assessore - abbiamo l’obiettivo ambizioso di creare entro fine mandato una dashboard, un cruscotto per la città: sarà costruito su diversi layer, in cui in ogni strato ci sia la possibilità di collegarsi a una serie di dati e di autorizzazioni per accedervi. Questo strumento, che in parte è già stato realizzato, conterrà i dati pubblici e quelli privati messi consapevolmente a disposizione dai cittadini, e potrà essere utilizzato dagli stakeholder in modalità diverse, a seconda ad esempio che si tratti di organi di sicurezza o di operatori commerciali”.

 

Lo sforzo per l’innovazione non può essere considerato come un “accessorio”, ma deve essere messo al centro della strategia di un’amministrazione: “A Barcellona sulla raccolta e l’utilizzo dei dati lavorano 40 persone coordinate da un data officer - spiega Bria - Cerchiamo di attrarre talenti rendendo ‘sexy’ la pubblica amministrazione, e facendo vedere che anche il pubblico può essere un motore di innovazione e di cambiamento. Sempre in questa direzione abbiamo dato vita a partnership pubblico-private e ad alleanze con altre grandi città, come ad esempio New York, su progetti specifici. Ma l’Europa - conclude - dovrebbe avere più ambizione: potrebbe dare vita a un piano di sovranità tecnologica europea, da una parte regolando e dall’altra mettendo le basi per essere competitivi con gli altri giganti internazionali, che spesso investono  in innovazione 10 volte quello che investe l’Ue”.  

“La nostra amministrazione fa della partnership pubblico-privato l’emblema del grande lavoro che sta portando avanti per la città - conclude Roberta Cocco - L’assoluta complementarità con i privati è un tema chiave, con confini ben definiti, ruoli e responsabilità stabiliti a priori. La nostra dashboard potrà dare grande supporto a tutto il mondo delle aziende private, dalle startup alle società più grandi. Con Barcellona collaboriamo sulla cities’ coalition for digital rights, grazie alla quale le città creano una coalizione per lavorare insieme sulla protezione dei dati dei propri cittadini. Ogni amministrazione ha valutato cosa sta facendo meglio e si è attrezzata per metterlo a disposizione delle altre”.