Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Orologi svizzeri e stampa 3D: la sfida all’innovazione della famiglia Tarondo

  1. Home
  2. My generation
  3. Orologi svizzeri e stampa 3D: la sfida all’innovazione della famiglia Tarondo

Dal 1965 realizzano e riparano per tradizione meccanismi di alta precisione, ma adesso per farlo si avvalgono di strumenti da “makers”

Quella del maestro orologiaio è una professione che ha il sapore della tradizione e dell’amore per i dettagli, ma che deve essere costantemente al passo con il progresso tecnologico. Lo sa bene la famiglia Tarondo, che la passione per l’innovazione ce l’ha nel DNA.

 

Antonio, che ha fondato l’azienda nel 1965 a Tavagnaccio, in provincia di Udine, fu un autentico pioniere, uno dei primi maestri orologiai italiani ad essersi specializzato in Svizzera. I figli Paolo e Marco hanno seguito le orme paterne ma attraverso strade differenti. Mentre Paolo si è diplomato come il padre in alta orologeria nella prestigiosa Accademia Wostep di Neuchatel, in Svizzera, Marco ha studiato informatica, aprendo la bottega di famiglia alle nuove tecnologie digitali.

 

 

“L’utilizzo di programmi CAD per la progettazione dei pezzi – racconta ad Energie Sensibili Marco Tarondo – è per noi una prassi consolidata ma il passaggio a piattaforme open source come Arduino e l’acquisto della prima stampante 3D ha cambiato il volto del nostra attività. Proprio queste ultime utilizzano come materia prima composti a base di plastica o di gomma, ideali per realizzare la nostra utensileria di precisione. I meccanismi su cui interveniamo sono estremamente delicati e basta pochissimo per danneggiarne un elemento. Dobbiamo quindi avere il tocco preciso e morbido”.

 

 

Ma i Tarondo hanno saputo sfruttare anche altre possibilità offerte da questa nuova tecnologia.

 

“Siamo riusciti per esempio – continua Marco – a riparare alcuni dei macchinari necessari al nostro lavoro, semplicemente stampando in 3D le parti danneggiate dall’usura. Tuttavia il nostro maggiore orgoglio è la possibilità di disegnare e realizzare direttamente alcuni elementi, dalla scocca alle parti estetiche, di una nostra linea di orologi di nuova concezione, la T2Q, progettati in collaborazione con l’Università di Padova. Si tratta di apparecchi di estrema precisione e resistenza, realizzati con nuovi materiali e nuove tecniche costruttive, dai vetri in zaffiro ai rivestimenti in nanostrutture, che potrebbero portare i cronografi Made in Italy a competere direttamente con l’alta orologeria svizzera”.

 

 

Ma per Marco Tarondo la ricerca di nuove idee e nuovi stimoli va anche oltre la sua attività di orologiaio, spingendolo a diventare uno dei principali promotori del primo FabLab permanente di Udine, il cui scopo è quello di mettere in connessione giovani di talento, università e naturalmente realtà imprenditoriali innovative.

 

“Per fare impresa - conclude Marco – oggi come ieri occorre soprattutto una “fame inesauribile” di conoscenza perché, come mi ha insegnato mio padre, formazione e innovazione sono gli strumenti principali per restare competitivi in qualsiasi settore”.