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Occupazione e crescita con il riciclo dei rifiuti urbani

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Presentato a Rimini lo studio CONAI sulle possibilità di lavoro offerte dalla filiera della gestione dei rifiuti in Italia

Creare occupazione e possibilità di crescita economica, grazie alla filiera del riciclo dei rifiuti urbani. CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi, punta a trasformare il problema dello smaltimento dei rifiuti in una risorsa da sfruttare per portare benefici all'economia dello Stato e ha illustrato le azioni da intraprendere e lo stato dell'arte in questo settore durante il convegno "Creare occupazione quale garanzie?" tenutosi a Rimini oggi, 28 agosto, al quale ha partecipato il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti. 

 

GESTIONE DEI RIFIUTI OGGI E DOMANI 

La situazione attuale in Italia è eterogenea: in generale circa un terzo dei rifiuti viene avviato a riciclo, ricorrendo per il 40% alla soluzione discarica. C'è disparità tra le regioni del nord e quelle del centro sud, con 

le prime che utilizzano le discariche per un 20%, contro il 60% delle seconde. Secondo lo scenario più prudente ipotizzato dal CONAI per il futuro, si potrebbe arrivare ad un tasso medio del riciclo di rifiuti urbani pari al 50%, con punte minime intorno al 40% e massime fino al 61% . L'obiettivo è quello di ridurre di 4 milioni di tonnellate i rifiuti nelle discariche entro il 2020, nel rispetto delle regole imposte dall'Unione europea. 

 

LE INIZIATIVE 

Per implementare il ricorso al riciclo dei rifiuti urbani, le soluzioni ipotizzate sono varie: industrializzazione della filiera, investimenti in ricerca e sviluppo sia nelle fasi iniziali della catena come selezione e raccolta, che in quelle di riciclo vero e proprio; l'adozione di politiche e strumenti per favorire il consumo di prodotti eco sostenibili

 

OCCUPAZIONE ED EFFETTI ECONOMICI 

La filiera della raccolta differenziata comprende le fasi di trasporto, selezione, produzione di semilavorati per il riciclo, compostaggio, termovalorizzazione e, sempre secondo lo scenario prudente ipotizzato da CONAI, produrrebbe un volume di affare incrementale stimato attorno ai 6 miliardi di euro, con  1,7 miliardi di euro di spesa per le infrastrutture necessarie come impianti di selezione, produzione di semilavorati per il riciclo, compostaggio e termovalorizzazione. 

L'occupazione nel settore crescerebbe notevolmente, con circa 89mila nuovi posti lavoro su tutto il territorio nazionale, divisi tra gli addetti alla filiera del riciclo (circa 76400) e quelli alla costruzione manutenzione di impianti. La maggior parte di questi andrebbero a colmare il gap occupazionale tra nord e sud soprattutto nelle attività di raccolta differenziata, data la mancanza di strutture nel meridione, 

 

@MarioLuongo6

 

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