Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Musica ecologica: da Bergamo il sound green del Manzella Quartet

  1. Home
  2. My generation
  3. Musica ecologica: da Bergamo il sound green del Manzella Quartet

Nata la 2008, la band utilizza strumenti creati a mano e da materiali riciclati. Castelli (voce e chitarra): “Non buttate via niente: con le mani e la mente tutto può diventare bello”

Vecchie padelle, bidoni, frullini, assi da lavare e riloghe delle tende insieme per creare un sound originale ed ecologico al cento per cento. Sono questi gli strumenti che il Manzella Quartet, gruppo nato nel 2008 in provincia di Bergamo, utilizza per portare in giro per tutta l’Italia la propria musica. Non buttano proprio nulla: oggetti disparati di uso domestico da soffitte, cantine, garage, discariche e officine rinascono a nuova vita sul palco della prima eco-band della Penisola.

Insieme tutti i componenti del gruppo, la cui formazione varia ad ogni esibizione fino a raggiungere un massimo di 6 elementi,  suonano veicolando messaggi di sensibilizzazione alla tutela dell’ambiente, all’insegna del divertimento e del buonumore. Si tratta di un ossimoro perfetto tra rumore e musica, tutto da ballare: i brani sono soltanto idee di canzoni, che stimolano la fantasia di chi ascolta.

L’ultimo strumento in ordine di tempo nato in casa dei Manzella Quartet è lo stendofono. È ricavato da uno stendibiancheria cui sono stati applicati una cassetta di legno che funge da cassa armonica, viti e bulloni come chiavi da accordare, corde da chitarra acustica. E ancora la tegliarra, la eco-batteria, costituita da un bidone dell’immondizia, un bidone di olio per motore a gasolio, una pentola per le castagne,  due padelle antiaderenti, un coperchio, un secchio di vernice e un piatto rotto, un campanaccio e il bidonbasso. Una vera e propria “discarica” messa a disposizione dell’arte.

“Il nostro gruppo è nato 5 anni fa, all’inizio un po’ per scherzo – ha raccontato ad Energie Sensibili Alessandro Castelli, voce e chitarra dei Manzella Quartet -. Volevamo partecipare al Ferrara Buskers Festival dedicato agli artisti di strada, ma volevamo farlo con qualcosa di davvero originale. Così abbiamo deciso di creare a mano i nostri strumenti, riciclando materiali che altrimenti sarebbero andati gettati via. Ci è servito da esempio il bidonbasso del decano della band, Giovanni: ne aveva creato uno suonando jazz nel nostro paese con un bastone per le tende, un bidone e una corda per stendere i panni. Da lì abbiamo proseguito nella produzione di oggetti non convenzionali, non solo percussivi ma anche melodici”.

Il loro spettacolo non è solo da guardare. Il pubblico infatti è protagonista delle esibizioni dei Manzella Quartet. “Il nostro show è interattivo ed ecologico – ha continuato Castelli -: diamo ai presenti una sorta di shakers che possono suonare insieme a noi. Ogni membro ha la propria cultura musicale, con influenze diverse che però riusciamo a far confluire insieme e a dare vita ad un sound tutto nostro. Il nostro obiettivo è artistico e sostenibile insieme: la musica apre la mente e diffonde cultura, anche quella del riciclo e del risparmio. Non gettate via niente, perché con la mente e con le mani tutto può diventare bello, basta avere le giuste conoscenze e tanta passione”.

I Manzella Quartet non sono però gli unici in Italia a suonare eco-musica. “Da Napoli a Mantova, passando per Milano ci sono tante band che partecipano a manifestazioni green con noi – ha concluso il cantante -. La nostra particolarità però è che siamo acustici al cento per cento, siamo dei puristi con un repertorio basato solo sul suono degli strumenti senza amplificatori e altri effetti che potrebbero alterarne l’anima”.