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Meno barriere e oneri per le imprese: l'appello delle startup all'Ue

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Il network internazionale Allied for startup ha esposto una serie di suggerimenti e correzioni alla Commissione Europea sul Digital Single Market. Tra i firmatari della lettera 15 associazioni di settore, tra cui Roma Startup

 “Proteggere i consumatori dai danni, non i monopolisti dalla concorrenza”. È riassunto con queste parole uno dei punti principali della lettera aperta che l'organizzazione Allied for Startup ha inviato al vice presidente della Commissione Europea Andrus Ansip. Oggetto della discussione è il pacchetto normativo che regola il Digital Single Market, progetto tra le dieci priorità del presidente Jean-Claude Juncker che punta a creare un singolo mercato digitale connesso per realizzare alcuni obiettivi: incoraggiare il business della musica in download, stabilire una singola area per i pagamenti online, proteggere ulteriormente i consumatori.

 

FIRMA ANCHE L'ITALIA CON ROMA STARTUP

L'iniziativa di Allied for Startups, network internazionale nel campo della legislazione per le startup, ha raccolto attorno a sé 15 associazioni del settore che rappresentano 13 Stati membri europei: è la prima volta che questi attori collaborano per far sentire le loro ragioni alla Commissione europea, attraverso un'unica voce. Tra gli stati firmatari: Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Svezia, Danimarca, Ungheria, Portogallo, Olanda, Slovacchia, Polonia e l'Italia, con Roma Startup. Il presidente dell'associazione Gianmarco Carnovale ha dichiarato in proposito: “La Commissione Europea ha più volte manifestato interesse per le startup e per l'economia digitale, dichiarando di essere un terreno fertile nell'Ue per gli imprenditori dell'innovazione. Oggi c'è l'opportunità di dimostrare la reale volontà di essere al fianco di questi innovatori, che potrebbero porre le basi per il recupero della competitività del nostro continente e trainarne l'economia. Ci auguriamo che il vice presidente Ansip colga questa occasione e che il pacchetto Digital Single Market dia una grande spinta al supportare le startup innovative e l'imprenditoria nell'Unione, creando regole comuni ed accelerando ulteriormente il lavoro già svolto a livello nazionale”.

 

LE RICHIESTE DELLE ASSOCIAZIONI DI STARTUP

In sintesi il documento presentato da Allied for startup vuole essere un suggerimento per la Commissione al fine di evitare ulteriori barriere all'ingresso del mercato per gli imprenditori: “Il pacchetto dovrebbe essere finalizzato a ridurre gli oneri regolamentari e consentire ad aziende ad alto potenziale di crescita di prosperare, piuttosto che appiattirsi, nell'espansione continentale - si legge nel documento – Questo richiederà scelte difficili che potrebbero porre fine ad alcuni modelli di business, ma lo scopo della regolamentazione dovrebbe sempre essere quello di proteggere i consumatori dai danni, e non i monopolisti dalla concorrenza”. L'iniziativa inoltre richiede un maggiore impegno da parte della Commissione sulle politiche inerenti la protezioni dei dati personali, i diritti dei consumatori, le norme societarie e fiscali, il copyright e l'introduzione di un processo più semplice e uguale per tutti gli Stati per registrare un dominio web, gestire piccoli investimenti in capitali di rischio, pagare l'Iva e assumere risorse umane.

Secondo il programma di Juncker, attraverso la realizzazione del Digital Single Market si possono generare 250 miliardi di crescita addizionale in Europa nel corso del mandato della prossima Commissione (2014-2019), creando così migliaia di posti di lavoro, rivolti soprattutto ai giovani.  

 

I NUMERI POSITIVI DEL POLITECNICO DI MILANO 

A ribadire lo sviluppo dell'ecosistema delle startup in Italia, uno studio sul Politecnico di Milano coordinato da Evila Piva, Cristina Rossi e Massimiliano Colombo. Negli anni accademici dal 2000 al 2009 sono stati 43.398 i laureati dell'istituto milanese, di cui quasi 3000 sono riusciti a fondare un'azienda, creando circa 5200 opportunità di lavoro. Un dato positivo, se si considera che a fine 2013 si sono contate 3427 startup, su 2984 laureati, e ben 147 di queste sono state acquisite da altre realtà più grandi o si sono fuse con altre "colleghe".