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Masdar City, nasce nel cuore del deserto la prima città a impatto zero

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A 20 chilometri da Abu Dhabi, verrà inaugurata nel 2014: è alimentata per il 90% da pannelli fotovoltaici, è autosufficiente dal punto di vista alimentare e non ci sono automibili

Sfruttamento dell’energia solare e di quella del vento, riciclo e compostaggio dei rifiuti al 99%, acqua depurata e desalinizzata, niente trasporti e  centri dedicati alla ricerca. Questo ed altro ancora nella prima città al mondo completamente ad impatto zero. Tutto il Pianeta fa ormai il conto alla rovescia: il progetto ambizioso è stato presentato nel 2008 e finalmente nel 2014 il centro 100 per cento sostenibile sarà completato. Dove? Non in una piantagione verde del Sud America o nei pressi dei grandi corsi d’acqua dell’Europa Orientale. Masdar City, questo il nome della città, nascerà in mezzo al deserto, negli Emirati Arabi.

 

Costruita su un quadrato perfetto, rialzato su una piattaforma tra sabbia e dune, Masdar, che letteralmente significa “città sorgente”, è alimentata per il 90% da pannelli fotovoltaici. A capo del progetto l’architetto Norman Foster, che ha scelto per la sua creatura totalmente amica dell’ambiente questa zona a circa 20 chilometri da Abu Dhabi, luccicante monumento all’opulenza petrolifera. Per la costruzione della nuova città sostenibile sono state coinvolte professionalità e istituzioni provenienti da ogni parte del Pianeta: larga circa 7 chilometri quadrati, la sua architettura sarà sviluppata tenendo conto dei criteri costruttivi  dell’antichità araba con vie protette, coperte da frangisole e costeggiate da giardini e da piccoli corsi d’acqua in modo da convogliare l’aria creando brezze costanti e fresche e numerosi luoghi d’ombra.

 

Masdar City ospiterà a pieno regime circa 50 mila residenti e 60 mila lavoratori, che saranno impiegati nelle oltre 100 imprese attive nel settore della green economy che vi si insedieranno. Sì, perché stanno sorgendo campi di produzione di energia da fonti rinnovabili ed altri istituti di ricerca riguardanti la filiera dei rifiuti e la mobilità dolce, oltre a piantagioni coltivate per la produzione alimentare, così da essere perfettamente autosufficiente. Il consumo pro capite di elettricità e acqua è predefinito, così come l’impronta ecologica di ogni cittadino, che così si abituerà a muoversi evitando gli sprechi.

 

Soltanto il 2% dei rifiuti sarà mandato in discarica, perché il resto sarà riciclato, mentre il 60% dell’acqua sarà rimessa in circolazione dopo essere stata depurata. Ma la cosa più sbalorditiva riguarda il sistema dei trasporti: Masdar sarà una città senza automobili perché organizzata su due livelli, uno dove si muoveranno pedoni e ciclisti e dove si svolgerà la vita vera e propria, e un altro sotterraneo dove saranno attive navette elettriche senza conducente che useranno dei magneti a terra per orientarsi.

 

Insomma, sembra fantascienza ma il progetto è sempre più vicino a  diventare realtà. Costato 22 miliardi di euro, chissà che non venga replicato in altre parti del mondo. Si tratta infatti di un cambiamento epocale, che potrebbe dare una svolta al problema del cambiamento climatico e aprire finalmente la strada all’utilizzo dell’energia alternativa per alimentare la vita delle città.