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Marsupi porta-bebè in cotone italiano: la scelta delle ecomamme

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Intervista a Tiziana Ziviani, fondatrice del sito MyMeiTai dove vende fasce sfoderabili in tessuto naturale: “Negli ultimi anni l’offerta di questi prodotti è cresciuta”

La chiamano “l’arte del portare”: il babywearing, che consiste nel tenere neonati e bambini in braccio con l’ausilio di una fascia porte-enfant (che lascia quindi le mani libere), è oggi considerata una pratica dai numerosi benefici, sia per il genitore che per il piccolo. Sul mercato esistono marsupi di diversa fattura, da quelli più tecnologici in materiali traspiranti alle tradizionali fasce in tessuto. Come orientarsi se, oltre che per comodità, si vuole fare una scelta ecologica?

 

“Il mei tai è migliore rispetto alla maggioranza dei marsupi in commercio perché ha una seduta più larga”, racconta a Energie Sensibili Tiziana Ziviani, ecomamma e fondatrice del portale MyMeiTai.com dove vende fasce porta-bebè in cotone italiano da lei create. L’ispirazione viene dal “marsupio” di tradizione cinese, il mei tai appunto, che consiste in un centrale di stoffa di forma rettangolare che si assicura al corpo del genitore attraverso delle fasce sempre in tessuto. “Il pannello di un buon mei tai – prosegue Tiziana – ha una larghezza minima di 40 cm che consente al bambino di rimanere seduto con le gambe divaricate e le ginocchia più alte del sederino. Questa posizione permette alla schiena di mantenere la sua naturale curvatura senza che il corpo gravi sulle anche. Inoltre è più comodo anche per chi porta, perché il peso del piccolo si distribuisce meglio”.

 

Oltre al mei tai sono molte le versioni del marsupio, un accessorio moderno ma di tradizione antichissima. Nei paesi latini ad esempio lo chiamano rebozo, e deriva da uno scialle di seta, lana o cotone usato dalle donne spagnole per trasportare piccoli oggetti oppure bambini. La stola viene annodata ad anello e la sciarpa, da accessorio d’abbigliamento, si trasforma in una fascia porta-bebè. Più simile al mei-tai cinese sono il podaegi coreano e l’onbuhimo giapponese, che consistono in una fascia centrale legata al petto o alle spalle del genitore. Denominatore comune è la scelta dei materiali 100% naturali: cotone biologico, lino oppure seta per le ecomamme che una mano, oltre che a se stesse, vogliono darla anche all’ambiente.

 

Oggi colorati rebozo e mei-tai fatti su misura sono diventati veri e propri accessori di abbigliamento, si vendono online e possono essere personalizzati nel colore e nei dettagli. “I miei mei tai sono tutti pezzi unici e realizzati a mano – racconta Tiziana – Uso cotone italiano panama, un tessuto robusto ma molto morbido, fresco ma sostenuto. L'imbottitura in lana cardata biologica è sfoderabile, può essere tolta e lavata a parte: un'idea nuova rispetto a ciò che si trova in commercio e su cui ho fondato la mia attività”.

 

I marsupi tradizionali fanno ancora la parte del leone ma sempre più mamme e papà preferiscono i materiali naturali e le imbragature senza cinghie né moschettoni per i marsupi porta-bebé, che sostengono fino al peso di 15 chili. Una scelta che si accentua nei mesi estivi perché, racconta Tiziana, “in questo periodo, con le vacanze, molti genitori si rendono conto che le fasce sono un metodo di trasporto più comodo dei passeggini, soprattutto in montagna, in spiaggia o durante la visita di città d'arte”. Sul suo sito, oltre alle foto dei mei tai che si possono acquistare, ci sono un blog, dei tutorial e intorno a questo accessorio si sta creando una vera e propria community. Meno di quattro anni fa in Rete si trovava solo un produttore italiano, oggi l'offerta è esplosa e si trovano parecchi prodotti, spesso artigianali, tra cui scegliere. “Credo che questo sia sintomo di una richiesta in crescita – conclude Tiziana – e spero che la tendenza continui perché portare è bello, fa bene, è comodo e pratico!”.