Sorgenia
cerca
Accedi accedi

Manifattura 4.0, la svolta digitale per le imprese

  1. Home
  2. What's next
  3. Manifattura 4.0, la svolta digitale per le imprese

La crescita del settore produttivo passa attraverso la competitività delle aziende grazie agli investimenti istituzionali su innovazione e utilizzo della rete

Il mondo potrebbe essere presto vicino a vivere una nuova rivoluzione industriale, ribattezzata dagli esperti come Manifattura 4.0. L’Europa è pronta ad affrontare la sfida della modernità, preparando un progetto che coniughi servizi, internet e tecnologie informatiche all’interno dei sistemi produttivi per dare nuovo slancio alle imprese, grandi e piccole. Anche l’Italia partecipa al cambiamento. E lo ha fatto con Confindustria: l’organizzazione, che rappresenta gli imprenditori del Belpaese, ha partecipato nei giorni scorsi a Bruxelles per discutere dell’iniziativa.

 

NUOVE IDEE E PIÙ COMPETITIVITÀ

Il passaggio a questo modello di sviluppo non è affatto semplice. Infatti, è fondamentale una svolta a favore della cultura digitale che gioca un ruolo chiave poiché le aziende necessitano di uno svecchiamento a favore di nuove idee.

Nelle imprese l'integrazione tra industria, servizi e l'uso crescente di internet sono elementi necessari per ottenere un riflesso positivo nel processo della produzione manifatturiera.

Per questo motivo è importante che l'Ue e i governi nazionali investano sull'università e i centri di ricerca in modo da innalzare il livello di competitività.

 

Leggi anche: Innovazione: dall'Ue la proposta di un mercato unico digitale

 

INVESTIMENTI E CRESCITA DEL PIL

Sulla base di questa esigenza, il messaggio mandato al Governo da Confindustria Servizi innovativi e tecnologici (CSIT) è forte e chiaro. Il Presidente Ennio Lucarelli da Bruxelles ha chiesto investimenti sull'uso di internet nel mondo produttivo attraverso la costituzione di una piattaforma nazionale sulla Manifattura 4.0. Inoltre, ha aggiunto che l'obiettivo è quello di creare crescita e occupazione in modo da portare il prodotto interno lordo dal 15% al 20% del totale europeo entro il 2020. “E' giunto il momento di cambiare passo – gli fa eco il Presidente del Comitato Nazionale di Coordinamento Territoriale (CNCT) Gianni Piotti –. Per questo lanciamo il nostro messaggio sia all'Ue ma soprattutto all'Italia”.