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Magneti per raffreddare: così funziona il frigo sostenibile

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Il progetto della General Electric: un elettrodomestico per la refrigerazione che non utilizza agenti chimici, consuma di meno e si smaltisce facilmente

La nuova frontiera dei frigoriferi potrebbe sfruttare una tecnologia più ecologica ed efficiente: quella della refrigerazione magnetica. L’idea è della General Electric, il colosso americano che da più di cento anni produce e distribuisce elettrodomestici. Per il progetto del frigorifero magnetico la GE ha messo in piedi una squadra ad hoc, coordinata dal direttore Venkat Venkatakrishnan, che ha sottolineato: “Abbiamo passato gli ultimi 100 anni cercando di rendere la tecnologia attuale più efficiente, ora che abbiamo raggiunto questo traguardo possiamo guardare oltre”.

General Electric ha lanciato il suo primo frigorifero nel 1927, quando per la refrigerazione domestica e nei negozi si passò dal ghiaccio alla compressione di vapore. In pochi anni l’azienda mise sul mercato un milione di pezzi e definì gli standard di un intero settore. Oggi che siamo in presenza di una nuova rivoluzione, quella dell’efficienza energetica, la GE prova a fare un passo in avanti nel campo del raffreddamento magnetocalorico.

La nuova tecnologia, a cui i ricercatori stanno lavorando dal 2006, non utilizza refrigeranti chimici come il Freon – particolarmente dannosi quando immessi in atmosfera – ed è il 20% più efficiente di quella attuale. Il sistema funziona grazie a un fluido a base di acqua che muove l’aria calda e raffredda l’interno del frigorifero. I magneti sono utilizzati per creare un campo magnetico che agita le particelle all’interno del fluido, facendolo raffreddare. La forza dei campi magnetici determina l’intensità di raffreddamento del fluido e, di conseguenza, del frigorifero.

Gli elettrodomestici a refrigerazione magnetica utilizzeranno quindi meno energia elettrica per funzionare, e saranno più “sostenibili” anche al termine del ciclo di vita. Non avendo all’interno refrigeranti di natura chimica possono essere smaltiti più facilmente.

 

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