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Legambiente: rinnovabili nel 13,5% delle scuole italiane

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L’indagine su 5.301 edifici scolastici pubblici: molti sono di vecchia costruzione e necessitano di ristrutturazioni, ma utilizzano fonti pulite per produrre energia.

Legambiente boccia l’edilizia scolastica italiana. Il report “Ecosistema scuola 2013”, l’indagine annuale condotta dall’associazione ambientalista su strutture e servizi, dipinge infatti un Paese a due velocità in cui gli edifici di asili, elementari e medie sono vecchi, poco sicuri e spesso situati in aree a rischio sismico.

L’indagine di Legambiente ha preso in esame 5.301 edifici scolastici pubblici e il primo dato che emerge è la differenza tra il Nord e il Sud della Penisola. La top five dei migliori capoluoghi di provincia per qualità delle scuole è guidata da Trento, che ha totalizzato un punteggio di 76,8 su 100. Seguono Prato, Piacenza, Pordenone e Reggio Emilia. E ancora si trova a Folzano, nel bresciano, uno degli esempi migliori di bioarchitettura sostenibile: la scuola materna inaugurata nel 2011, dotata – tra le altre cose – di una serra bioclimatica e di un tetto elicoidale con moduli fotovoltaici integrati. Al centro-Sud, invece, va il primato negativo: chiudono la classifica di Legambiente Sassari, Crotone e Messina con rispettivamente 11,1, 10,8 e 9,8 punti su 100.

Un divario enorme, che si vede sia nelle caratteristiche delle strutture che nella gestione degli investimenti. Sei scuole su 10 sono state costruite prima del 1974, quindi non rispettano gli attuali criteri di bioedilizia né di efficienza energetica. Secondo Legambiente avrebbero bisogno di interventi di manutenzione straordinaria – le percentuali maggiori in Abruzzo e Sicilia, dove dovrebbero essere ristrutturati rispettivamente il 94,5% e il 57,5% degli edifici – ma gli investimenti complessivi in Italia sono calati da 43 mila euro nel 2011 a 30 mila euro nel 2012. Male soprattutto al Sud, dove gli stanziamenti per le ristrutturazioni sono circa un terzo rispetto al Nord.

Una sezione di “Ecosistema scuola 2013” è dedicata all’efficienza energetica in edilizia, all’uso di rinnovabili per la produzione di energia, al biologico e alla mobilità dolce. È cresciuto il numero di edifici che utilizzano fotovoltaico, solare termico, geotermia e biomasse: sono il 13,5% delle scuole pubbliche italiane (nel 2008 erano il 6,3%). Medaglia d’oro per la copertura dei consumi da fonti pulite a Prato, dove materne, elementari e medie sono alimentate al 100% da rinnovabili; maglia nera invece a Basilicata e Molise in cui nemmeno un edificio scolastico nei capoluoghi di provincia utilizza fonti di energia pulite.

 

L'ingresso della scuola materna di Folzano (BS)


L’inquinamento continua a costituire un problema. In termini passivi il report evidenzia come nell’ultimo anno siano aumentati del 10,5% i casi certificati di amianto; il 14,1% delle scuole si trova vicino ad antenne cellulari, il 2,2% presso stazioni radioemittenti. Da un punto di vista attivo, invece, più di una mensa su tre utilizza ancora stoviglie usa e getta non riciclabili, mentre a livello nazionale è diminuito il recupero attraverso raccolta differenziata di alluminio, pile, carta e toner.

Affrontato, infine, il tema della mobilità. Nel 2012 sono cresciuti i servizi di pedibus e i chilometri di piste ciclabili direttamente collegati agli edifici scolastici mentre meno dell’1% degli istituti si trova all’interno di isole pedonali. Solo Frosinone, Novara, Ragusa e Vercelli garantiscono il servizio di scuolabus a tutti.