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Le tecnologie antisismiche nella storia, tra intuizioni e passi falsi

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Dal XV secolo alla metà del ‘700. Ecco come l’uomo cercava di difendersi dai terremoti prima dello sviluppo

Da sempre l’uomo ha dovuto difendere le proprie case dalla potenza distruttrice dei terremoti. Lo sviluppo di un’efficace tecnologia anti-sismica partì inizialmente dalla semplice osservazione dell’evento catastrofico ma fu spesso ostacolato da fattori di ordine culturale.

 

LA TEORIA DEL VENTO

Nell’antichità e fino alla fine del ’400, tutti gli interventi di rafforzamento degli edifici furono influenzati dalla teoria aristotelica che riteneva che i moti sismici fossero generati dalla pressione di venti sotterranei. Perciò la soluzione più diffusa, peraltro totalmente inutile, era quella di scavare accanto agli edifici degli appositi pozzi che fungevano da “sfiatatoi”.

 

LA PRIMA CASA ANTI-SISMICA

Fu solo nel XVI secolo che il noto architetto Pirro Ligorio, autore della favolosa Villa d’Este a Tivoli, progettò la prima casa anti-sismica della storia. L’intuizione gli venne, ad appena tre anni dalla morte, assistendo alle terribili devastazioni causate dal terremoto di Ferrara del 1570. L’edificio di Ligorio fu progettato seguendo le teorie meccanicistiche della Terra che si stavano diffondendo proprio in quegli anni, ma ci volle molto tempo prima che fossero messe effettivamente in pratica. Spesso, infatti, le osservazione pratiche di ingegneri e urbanisti vennero ignorate a causa di considerazioni di ordine politico, economico ed estetico. Come dimostra l’esempio di Noto.

 

LA RICOSTRUZUIONE DI NOTO, TRA BAROCCO E SPECULAZIONE

Il 10 e l’11 gennaio 1693 due violentissimi terremoti devastarono la Val di Noto, nella Sicilia orientale, radendo al suolo circa 45 piccoli centri abitati. Si trattò di uno degli eventi sismici più catastrofici mai subiti dall’Italia, con una Magnitudo di circa 7.4.

Oggi Noto è ricordato come uno degli esempi più lungimiranti di ricostruzione post-sisma di un centro storico, per gli investimenti fatti dal governo centrale (all’epoca il Regno delle Due Sicilie, controllato dagli Spagnoli), la rapidità degli interventi e i risultati estetici ed urbanistici. La ricostruzione rappresentò l’occasione per la nascita di uno degli esempi più belli di Barocco meridionale.

“Ma la qualità edilizia dei nuovi edifici - ricorda Emanuela Guidoboni, Docente di sismologie all’Università di Bologna e direttrice del Museo del terremoto di Soriano - fu molto trascurata. Si ricostruì in fretta, per lo più male, con materiali scadenti, utilizzati perfino negli edifici di culto importanti, come la stessa Cattedrale di Noto. Il senso del bello sovrastò quello della sicurezza, e ne oscurò la rilevanza”.

 

TEORIA E PRATICA NEL ‘700

Nel XVIII secolo riprende attivamente la riflessione sull’origine dei terremoti e sulle relative misure antisismiche. La cosiddetta teoria dell’elettricismo, per esempio, individuava un possibile rimedio nell’inserire delle lunghe barre metalliche nei terreni soggetti a terremoti. I dispositivi avrebbero dovuto agire come una sorta di parafulmini sotterranei.

A seguito del terremoto che colpì l’Umbria nel luglio del 1751, e soprattutto di quello, ancora più terribile, di Lisbona del 1755, la discussione si fa però molto più empirica. È un medico e fisico veneziano, Eusebio Sguario, ad elaborare un progetto di rafforzamento delle pareti e delle parti lignee degli edifici per renderli più compatti e più resistenti all’urto sismico. È questo il modello di intervento che si dimostrerà più efficace e che verrà maggiormente sviluppato nei secoli successivi, al di là delle diverse teorie sull’origine dei terremoti.

 

IL PANORAMA ATTUALE

Oggi le moderne tecnologie antisismiche, sviluppate a partire dal XIX secolo, si basano sui solidi studi scientifici della propagazione delle onde, della tettonica delle placche e dei nuovi materiali. Le ricerche sulle onde sismiche furono iniziate dal fisico britannico John William Strutt Rayleigh nel 1885 e portate a termine nel 1911 dal compatriota Augustus Edward Hough Love.

Proprio la comprensione del comportamento “elastico” delle onde sismiche, frutto degli studi di questi due scienziati, sta alla base dello sviluppo delle tecnologie che oggi possono proteggere i nostri edifici dalla forza distruttrice dei terremoti.

 

Leggi anche: Le quattro tecnologie antisismiche più diffuse


 

*Nella foto: dettaglio del progetto di casa anti-sismica di Pirro Ligorio, 1570