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Le smart city più “green” del Mondo

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Vienna è in prima posizione nella classifica globale delle città più innovative, e precede Londra e St. Albert. Sul podio d’Italia: Milano, Bologna e Firenze

Una strategia integrata che unisce: soluzioni di ultima generazione nel campo della mobilità, dell’ambiente, dell’istruzione e più in generale della pubblica amministrazione. È il cocktail vincente grazie al quale, per il secondo anno consecutivo, Vienna è salita sul primo gradino del podio di città più smart al mondo. A compilare la classifica è la società di ricerca Roland Berger, che prima di giungere a questa conclusione ha passato al setaccio le “ricette” adottate da 153 città su scala globale alla ricerca di “best practice”. Ad aggiudicarsi la medaglia d’argento è Londra, mentre sul terzo scalino si attesta a sorpresa la città canadese di St. Albert, con i suoi 100mila abitanti. Lo “Smart city index” di Roland Berger, che nel 2019 è alla sua seconda edizione, mette a disposizione un totale di 100 punti, con la prima classificata che se ne è aggiudicati 74, insidiata da vicino dalla seconda con 73 e dalla terza con 72. 

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CRESCE IL NUMERO DELLE SMART CITY NEL MONDO

Al di là delle singole affermazioni, il report di Roland Berger è utile per misurare l’ascesa che il fenomeno smart city sta vivendo su scala globale: rispetto all’edizione precedente infatti le città che possono essere classificate con l’aggettivo “smart” secondo la società di ricerche è infatti quasi raddoppiato, passando da 87 a 153, anche se più del 90% si limita a singole iniziative che non vengono inquadrate in un approccio di sistema. A testimoniarlo c’è anche il fatto che soltanto 15 città su 153, quindi il 10%, sono riuscite a superare la soglia dei 60 punti: più del 50% rimane sotto i 40, mentre la media complessiva è di 41 punti.  

 

L’ASCESA DELLE CITTÀ ASIATICHE  

Nonostante il podio sia composto da città dell’area geografica europea e del Nord America, la maggior parte delle città più smart è situata in Asia, a partire da Singapore, al quarto posto con i suoi 69 punti. Per la Cina fanno parte del gruppo cinque centri: Chongqing con 66 punti, Shanghai e Shenzhen appaiate a 65, Dalian con 63 e Guangzhou con 61 punti. Per Corea svetta Seoul (62 punti), mentre a tenere alta la bandiera dell’India ci pensa Davanagere a quota 61. 

 

LA SITUAZIONE IN ITALIA: MILANO GUIDA IL GRUPPO  

Una delle rilevazioni più affidabili per monitorare il panorama delle smart city in Italia è la classifica ICityRate, pubblicata ogni anno da Fpa e che prende in considerazione i dati di Istat, Unioncamere, Anci, Openpolis e ActionAid. L’edizione pubblicata nel 2019, che fotografa i dati 2018, e che prende in considerazione anche una serie di indicatori “green” come la sostenibilità ambientale ed energetica, vede confermarsi in prima posizione Milano, seguita da Bologna e Firenze

Sono in tutto 107 gli indicatori valutati per stilare il ranking, grazie ai quali il capoluogo lombardo risulta essere la città che utilizza nel modo migliore la cosiddetta “intelligenza urbana” per promuovere e gestire lo sviluppo sostenibile. Considerando le tre città che si sono aggiudicate i posti disponibili sul podio, la carta vincente di Milano risulta essere soprattutto la “solidità economica”, l’eccellenza in ricerca e sviluppo e l’impegno verso la mobilità sostenibile, mentre ci sono ritardi per indicatori come il consumo del suolo e del territorio, la qualità dell’aria e la qualità dell’acqua. 

Abbiamo avuto modo di toccare con mano l'innovazione a "misura d'uomo" che sta investendo il Comune di Milano, durante uno degli appuntamenti delle Colazioni Digitali. Per l'occasione ne avevamo chiacchierato con Roberta Coccoassessore alla Trasformazione digitale del Comune di Milano, insieme a Francesca Bria, Chief technology e Digital innovation officer di Barcellona.   

A completare la top ten di ICity Rate ci sono poi nell’ordine Trento (al top per la gestione dei rifiuti), Bergamo (gestione del verde urbano), Torino, Venezia, Parma (consumo del suolo e del territorio), Pisa e Reggio Emilia.

 

IL RITARDO DEL SUD 

Tra i campanelli d’allarme che suonano leggendo la classifica di ICity rate c’è però il ritardo del Mezzogiorno: se Roma sta lentamente guadagnando qualche posizione e avvicinandosi alla top ten, le città del Sud del Paese sono in netto ritardo e si attestano in generale nelle retrovie della classifica, occupata da Vibo Valentia, Caltanissetta, Trapani, Crotone, Taranto, Enna, Brindisi, Caserta, Benevento e Agrigento.