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Le sette vite di Luciano Ligabue

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Il rocker, il poeta, il romanziere, il calciatore e le altre avventure: schegge di carriera per celebrare il Liga nazionale

Fin dall’inizio sono stati “Sogni di rock 'n' roll”. Dalla pubblicazione dell’album che conteneva quella mitica traccia, si chiamava Ligabue, sono passati 27 anni. Più di un quarto di secolo, ma Luciano Ligabue non sente il passare del tempo: lui ha scelto di continuare a sognare.

 

Come tutti i miti della musica, Luciano Ligabue è oggetto di discussione: la rivalità con Vasco, le canzoni che s’assomigliano, la verve artistica che secondo alcuni si è spenta con l’età. Chiacchiere, sulle quali lo stesso Lucianone nazionale ironizza in molte sue canzoni.

Noi siamo tra quelli che abbiamo sognato con la sua musica, che ci siamo emozionati guardando i suoi film e che abbiamo apprezzato l’artista a tutto tondo. Noi siamo fra quelli che crediamo  che uno così non si discute. Così come? Uno che riempie Campovolo con 150 mila persone, facendole restare su di giri per tre ore e mezza e muovendosi su un palco di 700 metri quadri come fosse casa sua. Uno così si celebra. Per farlo, abbiamo scelto alcune parti della sua carriera artistica, una per ogni “vita” di Luciano, che è stato molte cose e soltanto una: Ligabue.

 

Il ROCKER: BALLANDO SUL MONDO

Cominciamo dalla vita più conosciuta di Ligabue, quella da Rocker. Una carriera incredibile, cominciata ufficialmente nel 1990 con la pubblicazione dell’album Ligabue, anche se il Liga aveva scritto il suo primo singolo già nel 1978 (si chiamava Cento Lampioni). Quest’anno fanno 27 anni di balli sul mondo.

 

L’AUTORE: CANTANDO “I FATTI MIEI”

Dietro al rocker dalla pelle dura c’è la sensibilità dell’autore. I testi delle canzoni di Ligabue fanno innamorare, sognare, arrabbiare, piangere a volte. In una parola: emozionano. Lo fanno anche quando non sono cantati dalla voce roca del Liga. Luciano ha scritto infatti numerose canzoni anche per altri artisti, da “Gli ostacoli del cuore” per Elisa alla più recente  “È andata così” interpretata da Loredana Bertè.

 

IL REGISTA: UNA (RADIO)FRECCIA NEL CINEMA

Un’altra vita di Ligabue è quella che l’ha visto fare il regista. Manco a dirlo, di successo. Il suo film d’esordio, “Radiofreccia”, fa il pieno di riconoscimenti: Nastro d’argento e David di Donatello come miglior regista esordiente, migliore attore protagonista per Stefano Accorsi, sempre ai David, e Nastro d’argento come migliore canzone originale. Come poteva essere altrimenti, con un capolavoro come “Ho perso le parole”?

 

Nel curriculum da regista di Lagabue anche un altro film, “Da zero e dieci” e la videoclip de “Gli ostacoli del cuore”. Il successo non è lo stesso di “Radiofreccia”, però. Certo, non era facile ripetersi, dopo aver firmato un film cult. Indimenticabile il Credo di Benassi, interpretato da Accorsi.

 

IL CONDUTTORE

Come lo stesso Ligabue ha più volte confermato, Radiofreccia ha molto di autobiografico. Anche il Liga nazionale è stato, infatti, un conduttore radiofonico. È proprio la sua voce quella che si sente dalla radio del barista Adolfo, interpretata dall’amico Francesco Guccini.

 

POETA: I VERSI NEL FRIGO

Ligabue, che non s’è fatto mancare proprio nulla, ha pubblicato anche un libro di poesie: “Lettere d’amore nel frigo”. Il volume, pubblicato da Einaudi, raccoglie 77 poesie “che non hanno una morale, ci mancherebbe – si legge nella quarta di copertina - ma che non hanno paura ad affermare che nella vita occorre «accettare meraviglia» ed essere, sempre e comunque, come «un paio di farfalle | dure a morire»”.

 

ROMANZIERE: LA NEVE E I RACCONTI IN DISORDINE

All’attivo nella carriera letteraria di Ligabue anche un romanzo, “La neve se ne frega”, e tre raccolte di racconti: “Fuori e dentro il borgo”, “Il rumore dei baci a vuoto” e “Scusate il disordine”. Da “La neve se frega” è stata tratta anche una splendida graphic novel, disegnata da Giuseppe Camuncoli e adattata da  Matteo Casali.

 

CALCIATORE: “SEMPRE LÌ”

Infine, Ligabue è stato anche un calciatore. Nessuna carriera folgorante, come quella musicale. Luciano si è fermato, infatti, alle categorie inferiori. Giocava nella Correggese, che militava nell’allora Serie D emiliana. No, non faceva il mediano, come molti di voi penseranno, ma il terzino. A centrocampo si sposterà solo più avanti, giocando per la Dinamo Rock, sorta di nazionale cantanti in versione rockettara di cui il Liga è uno dei fondatori. Questa sua “vita” è tutt’altro che indimenticabile, se l’abbiamo citata è solo per avere un pretesto per riascoltarci “Una vita da mediano”.