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Le quattro tecnologie antisismiche più diffuse

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Italia prima in Europa, ma la vera criticità è il patrimonio esistente. L’esperto: “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti”

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia riporta drammaticamente al centro del dibattito il tema delle tecnologie antisismiche e della loro diffusione nel nostro territorio. Come noto, è il Giappone il Paese leader nel mondo per applicazione di questi sistemi, seguito da Cina e Russia. E l’Italia? Nonostante la cronaca dei disastri sismici avvenuti nel nostro Paese faccia presupporre il contrario, il nostro Paese è nelle prime posizioni di questa classifica, quinta dietro gli Stati Uniti.

 

SISTEMI ANTISISMICI, ITALIA PRIMA IN EUROPA

Italia, dunque, fra i primi al mondo e prima in Europa. Lo ha confermato Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica). “L’Italia è il paese leader, a livello europeo, per quanto attiene all’applicazione dell’isolamento e della dissipazione di energia agli edifici ed ai ponti e viadotti ed ha consolidato questo ruolo soprattutto dopo il terremoto in Abruzzo del 2009”, scrive l’esperto in “Progettare in zona sismica nel terzo millennio”, contributo pubblicato in Energia, ambiente e innovazione dall’Enea.

 

LE CRITICITÀ DEL PATRIMONIO ESISTENTE

Evidentemente, però, gli sforzi non sono ancora sufficienti. Il problema, infatti, non è tanto l’implementazione di queste tecnologie nelle nuove costruzioni, quanto la messa in sicurezza del patrimonio architettonico esistente. “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirlo”, scrive Martelli nella sua relazione, aggiungendo che “tale edificato include molte scuole, molti ospedali, molti altri edifici strategici e pubblici”.

 

LE TECNOLOGIE ANTISIMICHE

Una “protezione sismica adeguata”, come spiega Martelli, si basa o su una “struttura sufficientemente robusta, in modo tale che essa possa resistere al massimo terremoto atteso durante la sua vita nella zona in cui sorge, o sull’uso di dispositivi antisismici, che riducono drasticamente le azioni sismiche trasmesse dal terreno alla struttura, o su una combinazione delle due tecniche”.

Le tecnologie in grado di assicurare la messa in sicurezza in caso di eventi sismici sono ormai da tempo disponibili. Le più diffuse, spiega il Presidente del Glis, sono i dispositivi elastomerici. Questi, proprio perché si muovono come, appunto, degli elastici, consentono di ridurre l’energia trasferita agli edifici. Altra tecnologia ampiamente utilizzata è quella degli isolatori a scorrimento, che – come spiega Martelli nella sua relazione – sono utilizzati “per sostenere le parti leggere degli edifici stessi senza irrigidire inutilmente il sistema d’isolamento”. Gli isolatori a pendolo scorrevole, invece, sono una tecnologia che “è stata utilizzata in Italia dopo il terremoto in Abruzzo del 2009”, mentre quelli a rotolamento “sono molto efficaci e trovano numerose applicazioni per la protezione di edifici in Giappone, ma non in paesi come l’Italia, per il loro costo elevato”. 

 

*Nella foto: L’edificio principale del nuovo Centro della Protezione Civile di Foligno, dotato di dispositivi antismici all'avanguardia.