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Le Pmi lavoreranno fino al 10 agosto per pagare le tasse

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Il tax free day in anticipo rispetto all’anno precedente, ma la pressione fiscale è a quota 60%. A Reggio Calabria le aziende più tassate, sorridono quelle di Gorizia

Una piccola e media impresa italiana dovrà lavorare mediamente fino al 10 agosto per pagare tasse e contributi, che hanno assorbito nel 2015 il 60,9% del fatturato delle Pmi. La pressione fiscale, insomma, rimane abbastanza elevata, seppure stabile negli ultimi due anni e in diminuzione rispetto al 2012, quando si attestava attorno al 64%. È quanto emerge dal rapporto “Comune che vai, fisco che trovi”, realizzato dall’Osservatorio della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.

Lo studio mostra un alleggerimento della tassazione per le Pmi italiane ma, secondo le previsioni, l’inversione di tendenza è destinata ad arrestarsi nel 2016. Alla fine di quest’anno il total tax rate salirà infatti al 61%. Non solo, il livello della pressione fiscale in Italia resta intollerabile se paragonato con quello della media europea. Le Pmi italiane pagano quasi il 20% in più di tasse rispetto alle colleghe europee.

 

TASSE ALLE PMI, LA CLASSIFICA DEI COMUNI

Sul campione di 124 comuni italiani presi in esame dalla Cna, sono le pmi di Reggio Calabria a dover pagare più tasse nel 2016. Su di loro si scaglia il 73,2% dell’imposizione fiscale totale. In seconda posizione, nella poco invidiabile classifica delle città più tassate d’Italia, Bologna, dove il total tax rate è al 71,9%, e Roma (69,8%). Scala di due posti Catania (quarta con il 68,5%), mentre Firenze si conferma quinta anche per il 2016 ( 68,5%). Migliora la situazione di Napoli che da terza scivola al settimo posto con il 67,8% di pressione fiscale, davanti a Salerno, rimasta ottava (66,8%).

All’opposto invece, Gorizia è il comune dove le pmi sono tartassate meno dal fisco. Qui l’incidenza del peso delle tasse si ferma al 54,4%. Oltre al capoluogo friulano, nella top ten dei comuni meno onerosi troviamo Carbonia (55,3%) che precede Imperia, Arezzo, Mantova(55,7%) e Vicenza (55,9%)

 

TAX FREE DAY, STOP ALLE TASSE

La buona notizia è che in questo 2016 dovrebbe essere più vicino il tax fee day delle Pmi italiane, il giorno in cui un’impresa, sulla base del proprio fatturato, smette di pagare il fisco per l’anno in corso. Quest’anno il giorno della liberazione dalle tasse cadrà il 10 agosto, in anticipo di una decina di giorni rispetto all’anno precedente. Le piccole e medie imprese di Reggio Calabria dovranno lavorare, invece, fino al 24 settembre, quasi un mese e mezzo oltre la media. Le “vacanze” iniziano molto prima invece per Gorizia, Cuneo e Belluno: il 17 luglio.

 

LE PROPOSTE DELLA CNA

Vista la pressione che da Nord a Sud le Pmi italiane subiscono, la Cna ha avanzato alcune proposte per migliorare il sistema tributario italiano. Queste fanno riferimento ad una sostanziale riduzione della pressione fiscale e ad un miglioramento dell’uso delle tasse per aumentare la nascita di nuove attività imprenditoriali. Ciò, secondo la Cna, è possibile, ad esempio, rendendo l’Imu sugli immobili strumentali completamente detraibile dal reddito d’impresa, oppure si potrebbe ridurre la tassazione sfruttando le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione.

Un’altra soluzione individuata dalla Cna è l’introduzione dell’Iri (Imposta sul reddito delle imprese) per consentire alle imprese personali di allineare l’imposizione sui redditi re-investiti in azienda a quella applicata alle società di capitali. O ancora la trasformazione delle detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili agli intermediari finanziari.