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Le idee italiane contro lo spreco alimentare

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Zero Food Waste? Italians do it better. Startup e progetti che hanno a cuore il pianeta e limitano gli sprechi di cibo

15 miliardi di euro, il costo dello spreco alimentare in Italia, che equivale a circa l’1% del nostro prodotto interno lordo. Una cifra esorbitante che si traduce in un peso medio di oltre 700 grammi di cibo che ognuno di noi getta settimanalmente nella pattumiera. Questo è il quadro che si delineava nel 2019, stando agli ultimi dati raccolti dall’Osservatorio waste watcher di Last Minute/SWG

Nonostante i dati abbiano registrato, rispetto agli ultimi anni, un calodel 25% dello spreco domestico, gettare cibo rappresenta la cattiva abitudine di sette italiani su dieci, ancora una buona fetta della popolazione. Lo scorso anno è stato il boom dell’app danese “To Good To Go”, esistono però progetti nostrani, startup e idee virtuose che da qualche anno stanno provando a invertire il senso di marcia sul fenomeno.

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LA PIÙ GRANDE COMMUNITY ANTISPRECO 

Nel 2014 a Torino si gettavano le fondamenta per quello che oggi è considerato uno dei network più attivi e virtuosi del territorio italiano: Last minute sotto casa. Si tratta di un’app (disponibile gratuitamente per iOs e Android) che permette a ristoratori e negozianti, che a fine giornata vogliono rimettere in vendita tutti quei prodotti con una data di scadenza ravvicinata o che altrimenti non potrebbero vendere il giorno seguente, di raggiungere consumatori del loro stesso quartiere. I consumatori risparmiano, i negozianti si fanno conoscere dagli abitanti del quartiere e il Pianeta vince!

FRUTTA E VERDURA BRUTTE, IO VI RIVALUTO!

Non solo il mercato della moda, ma anche quello ortofrutticolo deve rispettare dei “canoni di bellezza” dettati dalla grande distribuzione. Si calcola, infatti, che molti agricoltori siano costretti a gettare o a vendere a prezzi bassi circa il 20% della loro produzione a causa di difetti estetici dei loro prodotti, spesso inevitabili perché causati dalle intemperie naturali, come vento e grandine. Da qui l’idea di Luca e Camilla, due giovani che hanno creato “Bella dentro”, il progetto che vuole salvare frutta e verdura scartati perché non rispettano gli standard di colore, forma o peso, ma allo stesso tempo buonissimi e genuini. Hanno iniziato girando per le strade di Milano con la loro Ape car anti spreco e a breve prevedono di aprire la loro prima sede meneghina.

LA STARTUP AL FEMMINILE PER UNA SPESA A KM 0

Vivete a Firenze e state provando a combattere la vostra piccola lotta allo spreco alimentare? In aiuto arriva Genuino.Zero, una startup tutta al femminile che ha scelto di accorciare sempre di più la filiera ortofrutticola. Online, da pc o smartphone, potete selezionare settimanalmente frutta, verdura, latticini e altri prodotti genuini e farveli recapitare a casa. I prodotti, esclusivamente a km 0, partono dalle campagne fiorentine e raggiungono il vostro quartiere o le zone di consegna specifiche a bordo di mezzi eco-friendly.

MYFOODY: IN MISSIONE PER AMORE DEL CIBO

Nel 2016, all’interno del noto acceleratore di impresa Impact Hub di Firenze, nasce MyFoody. Si tratta di una startup ideata e realizzata da giovani under30 legati da due hashtag #ZeroWaste ed #economiacircolare. In sostanza, scaricando l’app disponibile per iOS e Android, potete scoprire tutte le offerte che i supermercati più vicini a casa vostra realizzano sui prodotti in prossima scadenza. Salvate il cibo che rischia di essere gettato nella pattumiera e otterrete anche un risparmio del 50% sulla spesa quotidiana.

SFREEDO: FARE LA SPESA SU WHATSAPP

Nel 2015 a Caserta, invece, nasce Sfreedo che in dialetto casertano significa “quello che avanza”. Si tratta di un servizio gratuito che permette di salvare da macero certo tutti quei cibi e prodotti di prossima scadenza, ma ancora integri e commestibili. Si tratta del filo diretto tra consumatori virtuosi (chiamati “sfreeders”) e commercianti: vi state chiedendo cos’ha di diverso dalle altre? Tutto quanto avviene tramite un grande gruppo WhatsApp. In questi anni di attività Sfreedo ha coinvolto decine di punti vendita e dato vita ad una comunità di oltre 14.000 sfreeders, salvando oltre 80 tonnellate di ottimo cibo che altrimenti sarebbe finito nella pattumiera.