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Lampadine a LED: ecco come e perché si risparmia

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Luci a basso consumo: dall’etichettatura allo smaltimento. Le ultime novità della ricerca tecnologica applicata ai sistemi di illuminazione

Hanno trasformato il settore dell’illuminazione pubblica e privata grazie alle caratteristiche di basso consumo e lunga durata. Le lampadine a risparmio energetico – dalle “vecchie” fluorescenti, alle alogene, ai LED – sono oggi sempre più diffuse, perché sostenibili ed economiche, dunque preferite ai bulbi a incandescenza. Anche la ricerca scientifica continua ad andare avanti, verso la realizzazione di prodotti sempre più piccoli ed efficienti. Il Fraunhofer Ise, il più grande istituto di ricerca sull’energia solare d’Europa, sta lavorando a una lampadina che utilizza transistor di nitruro di gallo e vanta un flusso luminoso triplo rispetto alle LED standard. Altra questione riguarda lo smaltimento di questi apparecchi a fine ciclo di vita: cosa fare quando le lampadine a basso consumo sono esauste?

Alle luci LED e, più in generale, ai sistemi di illuminazione a basso consumo è dedicato uno speciale di Energie Sensibili, che spiega anche come funziona la nuova etichettatura delle lampadine. Focus di approfondimento sulla gestione della luce negli edifici commerciali e negli impianti sportivi al chiuso: il cosiddetto high-bay lighting, cioè i punti luce installati a oltre 6 metri di altezza.

 

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