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La vera casa è dove non esiste violenza, una mostra lo racconta

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25 opere di altrettante donne che hanno dovuto lasciare la loro abitazione per poter uscire dalla violenza e riprendere in mano la loro vita

Casa: una parola, forse La parola più bella e potente del nostro vocabolario. Casa è quel nome proprio di luogo in cui possiamo sentirci noi stessi, riscaldati dall’amore e protetti dalle intemperie.
Ma cosa succede quando il vero significato che attribuiamo alla parola viene a mancare? Cosa può accadere nell’animo di una vittima quando quelle quattro mura non sono più uno scrigno del tesoro dove ritornare, ma una delle più aspre prigioni in cui potrebbero mai rinchiuderla?

Sono quesiti a cui è davvero difficile trovare una risposta univoca, o almeno soddisfacente. Per questo motivo, La Grande Casa scs onlus ha chiesto a 25 donne di rappresentare quale fosse per loro il significato della parola “casa” attraverso un’opera d’arte, una poesia, parole in libertà. Sono donne che stanno cercando di uscire da situazioni di violenza e hanno cercato di racchiudere, quasi a incastonare per sempre, il dolore in poche pennellate e schizzi di matita.

Il risultato è una mostra che in 25 piccole casette di legno dipinte, ci racconta di come la casa per queste donne non è stata solo il luogo in cui le violenze sono iniziate, ma anche il luogo in cui stanno riprendendo in mano la loro vita, con coraggio e tanta, tantissima, voglia di camminare con i loro piedi dritte verso un futuro luminoso e senza più paure.

LA MOSTRA “OGNI MIA CASA”

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nella sede milanese del Sole 24 Ore è stata inaugurata la mostra artistica "Ogni mia casa". Si tratta della seconda mostra, di quello che ormai potremmo chiamare “collettivo” artistico, delle Ri-Belle, donne in uscita da situazioni di violenza che vogliono tornare a ricercare il Bello della loro vita e viverlo.
Il progetto è stato ideato e promosso dalla cooperativa sociale La Grande Casa onlus, in collaborazione con Sorgenia, e realizzato con il laboratorio artistico curato da Elisabetta Reicher.

Il vernissage rappresenta un altro tassello che si aggiunge all’impegno concreto che Sorgenia sta offrendo, grazie alla campagna #sempre25novembre inaugurata lo scorso anno, per puntare l’attenzione su un tema grave quale quello della violenza contro le donne che ancora non accenna a diminuire; secondo l’ultima indagine Istat, in Italia negli ultimi 5 anni, 2 milioni 435 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale.
L’impegno vede la digital energy company, tra le altre cose, promotrice della campagna digital “Lascia un segno di vita”, a cui Bebe Vio e Gessica Notaro hanno prestato il volto. Ad ogni clic sul sito sempre25novembre.sorgenia.it Sorgenia donerà una giornata di energia elettrica alle case rifugio del CNCA (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza).

“Speriamo di poter fare in modo che le persone che denunciano la violenza siano sempre di più e facciano sentire sempre di più la loro voce” ha dichiarato Gianfilippo Mancini, AD dell’azienda.

“Sono convinta che un’azienda che è presente nella vita quotidiana dei cittadini, debba restituire qualcosa alla società in cui vive – ha aggiunto Angelica Orlando, Direttore Affari Legali, Regolatori e Istituzionali dell’energy company - E può farlo attraverso l’impegno civile, un impegno che non sia fatto solo di belle parole, ma che permetta di far capire quanto sia reale e concreto il problema della violenza sulle donne”.

LA CASA: SIMBOLO DI “RIBELLIONE” E RINASCITA

Il tema della casa per queste donne è centrale e allo stesso tempo contradditorio. La casa è il nido, il rifugio sicuro, ma anche la gabbia in cui è stato procurato dolore. Per le donne che hanno deciso di uscire da situazioni di violenza, la casa oggi rappresenta il luogo centrale del loro percorso di accompagnamento verso la rinascita. Attualmente La Grande Casa Onlus conta nove case rifugio e otto case di housing sociale: qui possono avere una seconda possibilità, anche lavorativa. “Per questo motivo abbiamo chiesto alle donne che hanno partecipato al laboratorio artistico - ci ha raccontato Liviana Marelli, Direttore Generale de La Grande Casa scs onlus – di rappresentare come dovrebbe essere per loro la casa, il luogo che oggi rappresenta la ricostruzione del loro futuro e di quello dei loro figli”.

LE RI-BELLE: ALLA SCOPERTA DEL BELLO

Il laboratorio dello scorso anno ha prodotto una serie di autoritratti, in cui le Ri-Belle si sono cimentate a raccontare loro stesse, racchiudendo le loro sensazioni nella bidimensionalità di una tela, a partire dal profilo del proprio volto. Con la mostra “Ogni mia casa” di quest’anno “volevo lasciare più spazio alle artiste di esprimere le proprie emozioni. Ho quindi chiesto alle donne di rappresentare in tre dimensioni diverse ‘sfaccettature’ di emozioni” ha dichiarato Elisabetta Reicher, Curatrice della mostra.